Company of Heroes 2 The Western Front Armies

by • 06/08/2014 • Rubriche, The Game VaultComments (0)798

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Dalle ceneri degli rts sono spuntati i Dota-like, i cui singoli eroi hanno preso il posto delle armate nel cuore della maggior parte dei gamer. Non tutti gli sviluppatori si sono però arresi all’avanzata di League of Legends e compagnia, e nel gruppetto è persino rimasto qualcuno che ha deciso di fregarsene altamente della massa, delle vendite facili e dell’accessibilità. Quel qualcuno sono gli sviluppatori di Relic, che dopo mille peripezie e il fallimento del loro precedente publisher sono finalmente riusciti a pubblicare l’atteso Company of Heroes 2 sotto l’ala protettiva di SEGA. Il primo capitolo è, per tante ottime ragioni, considerato una colonna portante della strategia virtuale, quindi ci siamo buttati con sommo piacere su questo seguito, dopo averlo testato per un po’ in beta. Partiamo dall’ambientazione, visto che c’è stato un netto cambio di prospettiva in Company of Heroes 2. I tempi sono sempre quelli della terribile seconda guerra mondiale, ma stavolta prenderemo il controllo dell’armata rossa, durante l’invasione della Russia da parte dell’esercito tedesco. Per l’esattezza la campagna inizierà nei panni di Lev Abramovich Isakovich, un abile ufficiale russo imprigionato per alto tradimento, che ripercorrerà gli eventi che lo hanno portato quasi alla gogna tramite una serie di flashback, interrogato dal suo ex comandante. Relic da sempre cerca di mantenere una certa accuratezza storica, e la loro ultima opera non è da meno, visto che punta tutto sulla brutalità della guerra a ridosso di battaglie realmente combattute. Durante le disavventure di Lev verrete posti continuamente davanti ad azioni disumane giustificate solo in parte dal conflitto, in una serie di cutscene che riescono a narrare gli eventi con chiarezza. Già, possiamo dirlo da subito senza timore di essere smentiti: Company of Heroes 2 è ancora un piacere da giocare. Non serve girarci troppo attorno, dopotutto sfrutta i fondamenti solidissimi del primo episodio, ancora oggi attualissimo e impossibile da criticare. In pratica, gli scontri si basano principalmente sulla necessità di conquistare aree segnalate sulla mappa, il cui possesso dona introiti maggiori e permette di ottenere nuove truppe e strutture più rapidamente. Oltre a queste, sparse per il territorio ci saranno casse di proiettili e taniche di benzina, che andranno a rimpinguare le casse del proprio esercito, o potranno venir prodotte direttamente ai punti di controllo con l’ausilio di alcuni ingegneri. Il limite di popolazione, in ogni caso, è fisso, pertanto non è mai realmente possibile costruire un’armata gigantesca e inarrestabile, e ogni scontro è pensato per forzare il giocatore a scegliere con arguzia ogni unità. Se fate parte del gruppo che ha giocato il primo Company of Heroes, le meccaniche descritte sopra vi sembreranno fin troppo familiari. Non c’è da stupirsi, dopotutto questo seguito non stravolge la formula, limitandosi ad applicare alcuni cambiamenti marginali. Innanzitutto le fazioni sono state fortemente ribilanciate, e in particolare tank e truppe fin troppo efficaci vengono ritoccati di continuo in base al feedback ricevuto dai giocatori. I Commander, selezionabili da un comodo menu di personalizzazione prima di una partita, permettono ancora di utilizzare vantaggiose abilità con l’avanzare dello scontro, ma queste favoriscono solo stili di gioco specifici (magari fondati sull’artiglieria o particolarmente difensivi, per fare un paio di esempi) e non garantiscono truppe a costo zero spammabili o altre amenità simili. La neve e il gelo, inoltre, non sono solo di contorno, e introducono nel mix un sistema legato alle temperature, che costringe a cercare fonti di calore nelle mappe invernali o a tenere sempre nelle vicinanze dei mezzi di trasporto, pena il congelamento dei soldati. Il freddo può persino essere utilizzato offensivamente, facendo affondare in laghi ghiacciati dei pericolosi corazzati nemici con un paio di granate ben piazzate, o costringendo gli avversari a uscire dai ripari per scaldarsi nei pressi di un falò in campo aperto. Possono sembrare piccolezze, ma cambiano sensibilmente l’esperienza di gioco, aggiungendo altre variabili a uno strategico dove queste non scarseggiano di certo. Alla longeva campagna si affiancano varie missioni sfida extra, in solo o in co-op, e scontri con varianti dell’I.A. programmate per seguire strategie uniche. Il menu di personalizzazione offre poi potenziamenti percentuali alle armate da sbloccare completando degli achievement, skin alternative per i corazzati, e un pregevole stemma del profilo dove vengono indicate tutte le decorazioni ottenute di recente e il ranking totale. Online il matchmaking sembra funzionare già piuttosto bene, probabilmente affinato a puntino durante la beta, ma purtroppo non possiamo dire quanto sarà stabile la connessione una volta arrivata la massa di giocatori paganti. Quel che è certo è che gli amanti della tattica avranno di che gioire, visto che il livello è già altissimo prima ancora dell’uscita. Da applaudire la presenza di una finestra dedicata a Twitch, con gli stream più seguiti dedicati al gioco in quel momento, e di un menu dei replay salvati. Uno Spectator Mode live avrebbe rappresentato la perfezione, ma purtroppo si è visto solo in pochissimi titoli finora. Tecnicamente l’opera di Relic è uno spettacolo da guardare, grazie a un motore estremamente dettagliato che permette di zoomare a dismisura e si mantiene più che degno a tutte le distanze. I modelli 3d dei soldati non sono esattamente stupefacenti quanto a conteggio poligonale, ma da lontano risultano più che ottimi, vantano texture lodevolissime e animazioni di alta qualità. Forse nelle cutscene non renderà altrettanto bene, ma in generale siamo davanti a uno degli strategici più belli graficamente sulla piazza. Attenzione però, il motore è estremamente scalabile, ma gli effetti particellari sono tanti e curatissimi, e le mappe estremamente dettagliate, specialmente se invernali. Non aspettatevi di poter far girare tutto questo al massimo su un pc di fascia media, vedreste arrancare la povera macchina come uno zoppo nel deserto. Qualche bug c’è, ma sono radi, e solo un paio di volte ci è capitato di notare intralci al gameplay. Ottimo infine il sonoro, con doppiaggi impegnati (anche se il solito accento russo forzatissimo ridicolizza un po’ le cose), e musiche adatte alle varie situazioni. Noi abbiamo potuto provare il titolo solo in inglese, ma la versione finale dovrebbe contenere tutte le traduzioni del caso. Company of Heroes 2 è uno strategico durissimo e purissimo, pensato chiaramente solo per quei giocatori che mangiano tattica e respirano piombo. L’accessibilità è vicina allo zero, ma coloro con le dovute basi alle spalle che avranno il coraggio di lanciarsi nella mischia si troveranno davanti a un’opera spaventosamente curata e profonda, che abbandona le semplificazioni per proporre battaglie semi realistiche e costringe a calcolare alla perfezione ogni singola mossa. Volete la guerra su pc? Eccola, è arrivata. E che siate in grado di sopravvivere oppure no, non potete non chinare la testa dinnanzi alla bravura dei Relic.
Voto: 9

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