Comic Strips Never Die #Off: il New York Times a fumetti

by • 26/06/2017 • Comic Strips Never Die, Copertina, RubricheCommenti disabilitati su Comic Strips Never Die #Off: il New York Times a fumetti107

Una mossa audace, quasi spiazzante, quella del NY Times, che ha trasformato l’intero numero dedicato a NYC (Metro Desk) in un fumetto. Un lavoro incredibile durato oltre un anno, che ha coinvolto una intera redazione a partire dai caporedattori Jake Silverstein, Caitlin Roper e Nitsuh Abebe e poi giornalisti e illustratori come Bill Bragg, Tom Gauld e Andrew Rae che hanno interpretato visivamente le storie accadute a New York negli ultimi 15 anni. Vecchi articoli, alcuni che non hanno mai ricevuto l’attenzione che meritavano, altri amati ma dimenticati, per un risultato incredibilmente folle.

Il lavoro è partito con una ricerca su larga scala degli articoli più amati dai lettori e solo successivamente la redazione, coordinata da Silverstein, ha scelto quelli più divertenti da illustrare. Lo step più difficile è toccato agli illustratori che, insieme alla redazione, hanno dovuto lavorare verosimilmente sulle storie, come fossero quasi delle istantanee di quel momento, naturalmente lasciando libero spazio alla fantasia e all’interpretazione puramente personale dell’artista.

In questo numero speciale dedicato a New York il quotidiano ha deciso di focalizzarsi sulle storie, le storie che raccontano la vita delle persone che la abitano, in lungo e in largo ma anche e soprattutto in alto. L’idea è nata da una domanda: chi sono le persone che vivono e lavorano nei piani più alti della città? Vivere o lavorare a 800 piedi di altezza vuol dire fare parte di un altro mondo, essere membro di un quartiere “piccolo” ed esclusivo. Ed è partendo proprio da questa riflessione che è stato scelto un vecchio articolo che all’epoca dei fatti deve aver appassionato i lettori. The Window Gazers, illustrata dal grande Bill Bragg, è la storia di due anziani del Bronx che hanno l’abitudine di sedere davanti alla finestra, una di fronte all’altra. I loro sguardi sono rivolti al quartiere, giù in strada, tra confusione, traffico, urla e polizia. Un pretesto, quello, per scambiarsi piccoli gesti a distanza, saluti e sguardi fugaci, per sentirsi meno soli. Il punto di svolta arriva quando, dopo essere stati entrambi testimoni oculari di un omicidio, l’anziano decide di scendere in strada e presentarsi alla porta della donna con un mazzo di fiori in mano. Un happy-end che racchiude in sé il racconto di uno stile di vita e delle abitudini di una comunità.

È incredibile come in una sola striscia di fumetti possa essere racchiusa l’anima di un intero quartiere: sembra quasi di sentirne gli odori, i rumori, la confusione. Se dovessi associare a questa storia una colonna sonora penserei sicuramente ai classici del blues, anche se non siamo a New Orleans lo stile del disegno lo ricorda molto, ma anche un sound più moderno e crudo come quello hip hop potrebbe essere azzeccato. Se pensiamo alla storia del co-protagonista di The Window Gazers, il giovane che commette l’omicidio, potrebbe innestarsi senza fatica nella vicenda di Redford Stephens raccontata dai Roots nell’album Undun e nella serie di video Tip The Scale. Come sempre la musica e il fumetto hanno una connessione magica! Un legame forte che ci racconta molto di più di quel che crediamo e che potrebbe sostituire senza tanti problemi i vecchi testi didattici di storia per lasciare spazio a “nuovi” modi di raccontare la civiltà.

Grazie anche al coraggio della redazione del NY Times!!

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