Comic Strips Never Die #7: Darryl Make Comics, i fumetti targati Run-D.M.C.

by • 29/03/2017 • Comic Strips Never Die, Copertina, RubricheCommenti disabilitati su Comic Strips Never Die #7: Darryl Make Comics, i fumetti targati Run-D.M.C.212

È inutile dire che la maggior parte di noi conosce Darryl McDaniels come membro e fondatore della storica crew dei Run-D.M.C. Felpa nera e scarpe Adidas, i Run-D.M.C. hanno fatto parlare di loro per più di un ventennio, in questi ultimi anni anche per questioni legali come il risarcimento di 50 milioni di dollari chiesto a Walmart e Amazon. Certo è che tutto ciò che riguarda lo storico gruppo è di grande interesse da parte dei media e dei fan. In questi ultimi anni però una nuova fetta di pubblico, legata indissolubilmente al mondo dei fumetti, segue le evoluzione di Darryl da MC a produttore di fumetti con la sua casa editrice, la Darryl Makes Comics.

In una recente intervista Darryl racconta della sua passione per i fumetti e il rap e la paragona ad un vero e proprio contagio, un po’ come Peter Parker con il ragno: studente di una scuola cattolica, considerato nerd dai coetanei, grazie alle sue passioni è diventato una delle persone più cool al mondo. La collaborazione con Joseph Simmons (Run) e Jason Mizell (Jam Master Jay) potrebbe essere stata il contagio che lo ha trasformato in supereroe del rap che scrive le sue rime pensando ai fumetti, come in King of Rock.

“I’m the King of Rock/ there is none higher,’ and I’d hold the mic up like it was Thor’s hammer.” […] “Now we crash through walls/cut through floors/bust through ceilings/and knock down doors”

Nei versi di Son of Byford il messaggio è chiaro; non abbiate paura della fantasia e dell’immaginazione, leggete i fumetti e tutto si può avverare, proprio come è successo ai Run-D.M.C.

“I was born son of Byford, brother of Al/Bad as my mama and Run’s my pal/It’s McDaniels, not McDonald’s/These rhymes are Darryl’s, those burgers are Ronald’s.”

Da vero appassionato di fumetti, è anche un attento osservatore e alcuni messaggi che veicolano non sono sempre da lui condivisi. Per esempio Darryl è stato fortemente critico con le copertine Hip Hop rivisitate da Marvel, forse per una forzatura culturale: soprattutto la reinterpretazione di alcuni supereroi, come Hulk nero, è stata mal digerita da molti.

Tornando al progetto: DMC è nata nel 2013 ed è stata lanciata con una infausta campagna di Kickstarter per raccogliere una somma pari a $100.000 – un vero disastro, solo 89 sostenitori, non ha raccolto più di $5.537. Ciononostante sono riusciti a mettere insieme il primo numero giusto in tempo per il debutto al Comic-Con di New York del 2014. Il personaggio creato è innovativo e molto attuale: vive in una New York anni ‘80 con atmosfere molto urban. Svolge una doppia vita, insegnante di giorno e protettore di notte. Difende una comunità completamente scoraggiata: è un supereroe inclusivo che non bada a classi sociali o etniche. Nulla di più attuale, vista la situazione sociale e politica americana. Non è dunque il solito supereroe o peggio un rapper supereroe ma un cool-ass hero, come dice Darryl.

Nel primo numero troviamo una copertina che è un vero capolavoro di Sal Bucsema e Mare 139, mentre all’ interno ci sono le matite di Felipe Smith e Jeff Stokely con le storie di Damion Scott. Dopo un capolavoro di questo tipo è difficile mantenere alto il livello, ma per il numero # 2 Darryl recluta Humberto Ramos e Edgar Delgado e il writer Bio della Tats Cru per la copertina. Ma non si accontenta, all’interno troviamo le matite di Juan Doe e Afu Chan con le sceneggiature di Amy Chu, Greg Pak e David Walker.


Il numero #3, presentato proprio in questi giorni, è un sequel creato dal team creativo composto da Edgardo Miranda-Rodriguez, Riggs Morales, Ron Wimberly e Amy Chu. Con il progredire della serie si inseriscono nuovi personaggi come LAK6, una tredicenne portoricana amante del writing. DMC si presenta quindi come una vera e propria saga, con il potenziale di una futura serie di Netflix, che infatti sembra considerare l’idea. Non rimane dunque che incrociare le dita e sperare che questo accada.

Stay comics!!

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