Comic Strips Never Die #2: Back to the 1985 con James Reitano

by • 29/10/2015 • Comic Strips Never Die, Copertina, RubricheComments (2)331

Forse alcuni di voi se lo staranno chiedendo: chi è James Reitano? Abbiamo parlato con lui e ci ha raccontato le sue collaborazioni con la Stones Throw, Quasimoto, Madvillainy2, il comic book di GZA e molto altro. Ma per comprendere appieno il personaggio occorre fare un salto indietro nel passato, precisamente nel 1985,  o meglio nel Nineteen Eighty-Five. Questo il nome della storia, semi-autobiografica, del suo fumetto.

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Chiacchierando con James, ci salta subito all’occhio il suo cognome e così prima di iniziare a parlare dei suoi lavori gli chiediamo se per caso è di origine italiana. Ci racconta di essere nato e cresciuto a Santa Cruz, in California, ma i suoi nonni sono italiani, di Napoli e Palermo: ci dice e di aver affrontato lui stesso un viaggio pochi anni fa in Italia alla ricerca delle sue radici, “un’esperienza incredibile”. Ma partiamo subito per il nostro viaggio nel tempo (“Grande Giove!”, cit.) parlando appunto del suo ultimo lavoro, il fumetto Nineteen Eighty-Five. Corre l’anno 1985, James ha 14 anni ed è già un amante dell’Aerosol art: qui ha inizio la storia del protagonista del fumetto, possiamo dire la sua controfigura, un giovane writer adolescente che tenta in tutti i modi di impressionare i suoi coetanei. Le storie sono ambientate tra strade, spiagge e sale giochi (un must degli anni ’80), alla continua ricerca di nuovi muri da dipingere e tecniche tramandate di bocca in bocca, come oracoli provenienti da altri pianeti. Gli stessi pianeti dove artisti come Phase II stavano creando il movimento che avrebbe spopolato nel resto del mondo fino ai giorni nostri e oltre. Un ritmo lento interrotto da sporadiche e frenetiche fughe dalla polizia, in un mondo senza Internet ma pieno di VHS di Star Wars, video game e sogni, leggende e tanta voglia di comunicare, dove New York è la mecca del movimento hip hop. L’istantanea di quegli anni ci viene servita con un contorno composto da CD mixati da topflight come DJ Peanut Butter Wolf, KutMasta Kurt, DJ Imperiale, e Bubba G. Scotch. Ci auguriamo che questa serie di fumetti possa presto raggiungere anche l’Italia.

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Continuiamo la chiacchierata e il nostro viaggio nel tempo con James. Nel 2003 conosce Chris, in arte Peanut Butter Wolf, fondatore della Stones Throw: “Ho contattato Chris indagando su un possibile video animato per Madlib (ero già suo fan), e ha detto che in realtà stava lavorando ad un nuovo progetto con MF Doom”. Fu così che che venne affidata a James la direzione della video animazione “All Caps” di Madvillain aka MF Doom e Madlib. In realtà non si tratta di un’animazione tradizionale, ma di motion graphic e movimenti di camera in 3D, anche se lo stile è quello di un fumetto animato. “Da lì abbiamo iniziato a lavorare insieme su una serie di video musicali e progetti tra cui Beat Konducta In India e B-Ball Zombie War. Nel 2004 Madlib, Chris e io iniziammo a lavorare ad un film d’animazione, abbiamo trascorso gran parte del 2005 a lavorarci. Il progetto è finito per essere in fase di stallo, ma è stato emozionante sedersi davvero con questi ragazzi e scrivere”.

James ha regalato molto al movimento – e infatti i tributi non mancano. Non so a quanti di voi è capitato di vedere il video di Quasimoto Bullyshit (se non lo avete fatto, guardatelo subito). L’intero video è un tributo a tutta la scena storica e ai pionieri dell’Aerosol Art. James ci racconta che il progetto è nato dalla sua lunga amicizia con Egon (rap cat e general manager della Stones Throw): “E’ qualcosa di cui abbiamo parlato per anni”, spiega, e quando venne annunciata l’uscita dell’ album Further Adventures lo stesso Egon lo contattò per la creazione del video. “In principio sarebbe dovuto essere un blackbook animato, ma volevo che il video diventasse una sorta di lettera d’amore per la storia dell’aerosol e che il personaggio Quasimoto venisse come ‘rapito’ in un mondo vivente di lettering”. Ci spiega anche che Lord Inamel avrebbe dovuto rappresentare la parte “egoista” della sottocultura dell’aerosol. A voi lasciamo libera interpretazione.

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Nasce poi il sequel di Madvillain, Madvillainy 2. James non era affatto d’accordo nel proseguire con lo stile a fumetti, ma fu così che andò. Le sue illustrazioni finirono per essere il Comic Strip dell’album: “La ‘puzzle page’ era la mia preferita” dice “probabilmente ho trascorso la maggior parte del tempo con quel cruciverba”.

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Tavola a matita inedita, ndr.

Non potevamo esimerci dal chiedere a James perché non fu mai edito il full-length graphic novel GZA: Advance Knight. Ricordiamo a chi legge che James per lungo tempo collaborò a questo progetto con GZA, membro storico del Wu-Tang Clan . “Ero stato contattato da un editore sulla creazione di questa graphic novel. Ci siamo incontrati: GZA mi raccontò alcune storie personali vissute insieme a RZA e Ol Dirty Bastard. Ho lasciato la riunione e redatto una trama basandomi su questi racconti e su un mc emergente che si stava facendo strada durante gli anni difficili in cui il crack stava dilagando a New York. Volevo quindi discostarmi dal genere fantasy e superhero dei fumetti che avevano caratterizzato Method Man e Ghostface Killah. Volevo un fumetto più celebrativo, storico. Inizialmente GZA era entusiasta di questa direzione, ma con il passare del tempo è diventato insicuro sull’aspetto più ‘personale’ del libro, e alla fine abbiamo accantonato il progetto”. Ed è davvero un peccato, aggiungiamo noi. James Reitano però ci fa dono di alcune tavole inedite di questo capolavoro, pencil test dal suo Sketchbook.

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Ringraziamo James per la grande disponibilità e chiudiamo con la solita domanda: progetti per il futuro? “Ce ne sono numerosi in cantiere, tra cui un’animazione imminente per Biz Markie e Cut Chemist e un video per Kleenrz (Kenny Segal e Self Jupiter). E ancora, un nuovissimo progetto per Madvillain ed infine la chiusura del Book 8, il libro finale della serie 1985 (che vedrà gli stessi personaggi, ma in un diverso orizzonte temporale)”.

 

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Una foto di James Reitano nel 1985.

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Un pezzo di James Reitano datato, appunto, 1985.

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