Coloring Book di Chance Tha Rapper: perché il rap, in fondo, è solo musica

by • 05/09/2016 • Copertina, RecensioniCommenti disabilitati su Coloring Book di Chance Tha Rapper: perché il rap, in fondo, è solo musica245

chance

Chance tha Rapper è un artista che in questi ultimi anni si sta ritagliando uno spazio sempre più considerevole, ha uno stile unico e soprattutto non è incline a piegarsi alle mode del momento: gli piace sperimentare e fare quello che gli va. Se un artista è di Chicago molto probabilmente ha qualche collegamento con Kanye West, e anche in questo caso il talentuoso Chad e Mr. West in passato hanno manifestato reciproci apprezzamenti, tanto che il giovane rapper in Blessing (reprise) afferma di essere “Kanye’s best prodigy” (il miglior prodigio di Kanye).

Quello che secondo me li accomuna è l’approccio al rap molto simile: le impostazioni classiche sono già state demolite da Kanye West (penso che Graduation ne sia l’emblema), dando maggiore spazio alla musica piuttosto che alle rime, e lo stesso fa Chance in questo progetto chiamato Coloring Book. Le figure di questo libro (le rime) si colorano con la musica ed è così che le parole assumono peso. È proprio questa passione in comune che viene celebrata in All We Got con il mentore Kanye West. La concezione di un suono più “classico” dei produttori The Social Experiment viene mitigata dall’estro meno convenzionale di Kanye, creando una piacevole contrapposizione.

Come abbiamo detto la componente che spicca in questo disco è la musica, è questa il vero valore aggiunto del disco; è costruita così ad arte che è fortemente evocativa. Ad esempio in Summer Friends l’uso sapiente di piatti e batteria richiama la calura estiva, oppure il clima ovattato e adolescenziale in Juke Jam dove la presenza di Justin Bieber completa la traccia con il giusto tocco di teen pop. Chance ha i vizi tipici di un ventitreenne: la droga – ma non la celebra, semplicemente la utilizza come metafora, ed ecco che emerge l’originalità dell’artista. In Same Drugs, infatti, la utilizza come simbolo di maturazione; allontanandosi da essa lo fa anche dagli amici di un tempo. Ma evidentemente è stata una parentesi importante nella sua vita ed ecco che anche in Smoke Break la utilizza nuovamente come strumento per sottolineare come nella sua vita occupata da musica, figlia e fidanzata non trova neanche un momento per se stesso. Anche in questo caso la scelta dei versi corti e delle rime serrate e l’utilizzo dei piatti trasmettono un ritmo concitato, perfetto per dare la sensazione del trascorrere veloce del tempo.

Se fino ad ora c’erano tracce in cui la base era la vera protagonista, in canzoni come Angels o la fantastica Blessing è Chance che ruba la scena. L’apporto musicale dei The Social Experiment in questa traccia è da manuale, ma questa volta si aggiunge la dolce voce di Jamila Woods nel ritornello, facendo diventare la canzone una delle più belle del disco. Chance qui mostra il suo talento e vista la varietà di spunti di riflessione della traccia, utilizza un’impostazione da spoken word poetry: I don’t make songs for free, I make ‘em for freedom/ Don’t believe in kings, believe in the Kingdom/ I’m at war with my wrongs, I’m writing four different songs/ I never forged it or forfeited, I’m a force to be reconciled/ They want four minute songs/ You need a four hour praise dance performed every morn (“Non faccio canzoni gratis, le faccio per la libertà/ non credo nei re, credo nel Regno dei cieli/ sono in guerra con i miei torti, sto scrivendo quattro canzoni diverse/ non le ho mai forgiate né ho dato forfait, sono una forza con cui riconciliarsi/ vogliono canzoni di quattro minuti/ tu hai bisogno di quattro ore di estasi mistica da coro gospel ogni mattina”). Questa impostazione viene ovviamente ripresa in Blessing (reprise) dando un alone ancora più solenne, utilizzando cori spiritual, la connotazione gospel è molto forte in questa canzone, ma trova il massimo dell’espressione in How Great. Chance, forse incentivato dalla presenza di Jay Electronica, fa la migliore prova al microfono, ma nonostante il flow di Jay sia meno d’impatto le rime e la tecnica sono di maggior valore.

La canzone che sintetizza bene il disco a mio parere è Finish Line / Drown: nuovamente i The Social Experiment fanno una prova magistrale, creando una base musicale leggiadra e frizzante, e Chance apporta il suo stile unico cavalcando il beat in maniera perfetta, facendola diventare una delle mie preferite del progetto.

Questo album è così scorrevole e frizzante che non rimarrete delusi, anche canzoni che vogliono essere degli intermezzi come D.R.A.M. Sings Special o All Night risultano piacevoli. Quelle che mi sono meno piaciute sono No Problems con Lil Wayne e 2 Chainz e Mixtape in cui la presenza di Young Thug e Lil Yachty rovinano la canzone. In ogni caso, è un disco che una volta finito ti viene da risentirtelo tutto d’un fiato, dove la musica è al centro e a volte le rime e i tecnicismi sono in secondo piano; d’altronde, però, il rap è pur sempre musica. Una parola per definire The coloring book: genuino.

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