Christian Adamo: L'intervista

by • 10/04/2008 • IntervisteComments (0)758

Christian Adamo, bolognese doc porta avanti da anni la passione per la musica live e per il vinile. Già dai primi anni ' 90 inizia la sua attività nell'organizzazione di concerti alla storica sede del Livello 57 di via dello Scalo. 

Da quel momento in poi tutta la sua attività è stata mirata a spingere realtà underground di livello nazionale e internazionale nel mondo del rap, del jazz e della black music più ricercata, della sperimentazione ma soprattutto del turntablism.

HotMc l'ha incontrato per parlare non solo di progetti, ma anche di punti di vista, riguardo ad una realtà che appare minacciata dal digitale e dagli mp3: quella del suono su vinile. Un supporto che malgrado le mille difficoltà mantiene comunque una tale foza da riuscire a stare a galla e a mantenersi viva anche in tempi duri…

Tutte le tue iniziative e le tue attività hanno come denominatore comune l'amore per la musica, e in particolare quella su vinile. Come è nata questa passione?

La musica è stata da sempre un elemento molto importante fin dalla primissima infanzia. la musica ha girato sempre in casa, mio padre suonava il basso in un gruppo ed i dischi sono sempre stati presenti… da piccolino cominciai a prendere lezioni di piano, a conoscere un po' meglio la musica e a formarmi un mio percorso musicale. Con l'adolescenza questo percorso ha avuto una vera e propria esplosione che ha attraversato tantissimi generi, ma che ha trovato una grande passione per l'hip hop e la musica nera. poi attorno ai vent'anni ho cominciato ad organizzare concerti e l'amore per la musica è diventata anche una professione che negli anni si è evoluta notevolmente. Il vinilie è stato sempre presente ed anche grazie al djing l'amore per questo supporto ha avuto una grande importanza… Quando poi ho scoperto le evoluzioni del djing e le dj battle ho capito quale ulteriore magia poteva nascondere questo strano pezzo tondo di plastica. Il vinile ha intrinsecamente un suo valore storico, affettivo, tecnico e sonoro tutto suo che nessun altro tipo di supporto ha.

Tra le tante attività che porti avanti c'è da anni quella del Vinilificio. Un'idea nata per supportare una realtà che purtroppo ultimamente non ha più il seguito che aveva fino a qualche tempo fa. Credi che questo cambiamento sia effettivamente così evidente? Ci sono altre ragioni, secondo te,  oltre all'invasione degli mp3?

Fare in modo che ognuno abbia il suo vinile personalizzato è sempre stato il mio sogno. Da tempo cercavo la tecnologia adatta per riversare master su vinile, e quando finalmente sono riuscito a trovare il giusto sistema mi sono lanciato in questa avventura. Potrà anche sembrare una follia, fare dischi in piena era digitale, in cui la maggior parte della musica viene veicolata tramite cavo, hard disc etc. Eppure fare dischi mi sta dando molte soddisfazioni. Proprio perché il vinile è un supporto così particolare ed unico c'è chi ancora vuole avere al sua musica su vinile, certo non sono numeri enormi, ma ci sono e ti devo dire la verità che pian piano continuano a crescere. E' un dato di fatto che le vendite di vinili siano crollate, ma nonostante questo il supporto rimane vivo, anche se in una piccolissima nicchia. Ci sono moltissimi mercatini, c'è molto scambio ed effettivamente il vinile rimane una cosa per pochi appassionati, ma proprio per la sua unicità non sparirà mai. Se ci si pensa il vinile ha più di un secolo di storia, ed ancora esiste. Il Compact disc che ha più o meno meno di 30 anni è un supporto che è destinato a finire nel giro di qualche decennio a favore di hard disc ed mp3 player. Il CD può essere sostituito da qualsiasi altro supporto/non supporto digitale, il vinile è unico.

A Bologna hai proposto con successo l'Open Mic, una serata completamente diversa dalle altre, che riprende le realtà newyorchesi in cui chiunque può proporsi con la propria arte. Come è stata percepita dal pubblico italiano?

Questa del Bologna Open Mic è uno degli esperimenti che ho portato avanti negli anni e che mi appassiona tantissimo. L'idea è nata da Bruno Briscik che durante i suoi otto anni newyorkesi ha fatto parte della band dell'open mic del nuyorican caffè. Con lui e Tayone abbiamo deciso di portare questa esperienza anche in Italia un po' riadattata a modo nostro. Il pubblico italiano ha reagito bene, certo inizialmente c'è sempre un po' di timidezza ma anche grazie ai maestri di cerimonia e alla nostra super band pian piano il pubblico si scalda e la timidezza scema. Devo dire soprattutto che i più entusiasti sono sempre gli MC… ce ne sono sempre una valanga che vogliono salire sul palco. Poi ci sono scratcher e beatboxer e writers che disegnano sulle nostre lavagne luminose. Purtroppo i poeti sono sempre un po' pochini, ma anche loro alla fine non mancano mai. Più che altro più che il pubblico non è sempre semplice trovare una giusta intesa con i gestori dei locali che faticano a comprendere l'aspetto innovativo e contemporaneamente popolare del Bologna Open Mic tanto che non sempre riusciamo a dare una giusta continuità. In questa stagione, nonostante tutto siamo riusciti a fare una programmazione mensile a La Scuderia di Bologna. Sono contento perché i risultati che stiamo ottenendo sono piuttosto incoraggianti. A tal proposito vi invito a dare un'occhiata sul nostro myspace (http://www.myspace.com/bolognaopenmic) un po' di video.

Oltre ad essere un'iniziativa aperta a realtà anche diverse da quella a cui siamo abituati, è anche molto poco "italiana". Quali sono secondo te le realtà italiane più interessanti da questo punto di vista?

Mmmmh, ti dico la verità che mi trovi un po' impreparato su questa domanda. Penso che il Bologna Open Mic sia un'esperienza veramente unica, e ci piacerebbe veramente tantissimo riproporla anche in altre città, sono sicuro che potrebbe avere un enorme successo e diventare un vero fenomeno che potrebbe aprire a nuove esperienze ed a nuove collaborazioni. Il nostro goal con i BOM è proprio quello di fare in modo che nascono nuove sinergie, nuove scene, nuove suggestioni che possano influenzare la musica, l'arte ed il pensiero. Se ci si pensa proprio l'incontro tra mondi e culture diverse nascono le cose nuove… un esempio su tutti l'hip hop.

E per quanto riguarda, gli altri progetti, sono previsti altri appuntamenti?

Il 20 Aprile organizzo Shape of Broad Mind, Janeiro Jarel al Lokomotiv a Bologna. Per luglio sto tentando disperatamente di fare Supream Team, Madlib, J-Roc e Karim Riggins, ma purtroppo  c'e un'estrema cecità da parte dei promoter italiani e sponsor. E' assurdo che in tutta Europa è sold out ed in Italia non se lo caga nessuno. Stiamo appezzi!!!!           

www.t-turn.com                  

www.t-turn.com/tbd                

www.itfitaly.com                

www.vinilificio.com                

www.myspace.com/vinilificio              

 www.myspace.com/italydjchampionship

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