Chi è davvero Anderson.Paak, il nuovo pupillo di Dr. Dre

by • 03/02/2016 • Articoli, Copertina, MultimediaComments (0)406

Chiunque abbia ascoltato Compton non ha potuto fare a meno di rimanere impressionato dal talento di Anderson.Paak, che dà un contributo fondamentale a molte tracce dell’album. Se possibile il suo nuovo album Malibu, uscito a inizio 2016, è ancora più sorprendente (potete ascoltarlo in streaming qui sopra): un mix esplosivo di rap, soul, produzioni futuristiche, atmosfere pop ma estremamente sofisticate: si potrebbe dire che Anderson è l’anello di congiunzione tra Frank Ocean, Pharrell Williams e Kendrick Lamar. Portato alla luce da Dr. Dre, in realtà ha alle spalle una lunga gavetta: è di questi giorni la notizia che Dre ha blindato il suo investimento, per così dire, facendogli firmare un contratto in esclusiva con la sua Aftermath.

Ma chi è davvero questo incredibile artista? Come dicevamo, è arrivato al successo solo di recente ma è in giro da parecchio (compierà trent’anni tra qualche giorno): di origini afro-coreane, ha iniziato a fare musica nella sua cameretta a Oxnard, in California, oltre a suonare la batteria nella band che accompagnava il coro gospel della sua chiesa. Cresciuto senza padre, un tossicodipendente ormai da anni in carcere, non ha avuto un’infanzia particolarmente felice. E’ diventato ben presto un session player per molti altri artisti più famosi di lui, ma per riuscire a mantenersi doveva lavorare anche in una piantagione di marijuana in California, che da quelle parti è legale. Un bel giorno, però, è stato licenziato senza preavviso e si è ritrovato a vivere per strada insieme a sua moglie e suo figlio piccolo: a salvarlo è stato Shafiq Husayin del super team di producer Sa-Ra Creative Partners ad aiutarlo a rimettersi in piedi, offrendogli un lavoro come suo assistente. Tramite lui ha conosciuto Dr. Dre, che lo ha preso sotto la sua ala includendolo nella squadra di giovani artisti con cui collabora, e il resto è storia. Oltre a Malibu ha alle spalle un EP di cover, dal titolo Cover Art, e un album, Venice, ma nessuno dei due finora ha avuto fortuna. Non è stato lavoro buttato al vento, però: è probabile che raccoglierà tutto quello che ha seminato con questo suo ultimo lavoro, davvero unico nel suo genere e destinato a diventare, nel suo piccolo, una pietra miliare.

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