Check the Technique: dietro le quinte dei classici del rap

by • 20/02/2012 • Knowledge is Power, RubricheComments (4)866

L’hip hop, negli Stati Uniti, abbraccia tutti i settori del business, è una cosa stranota. Il giornalismo hip hop è fiorente e rispettato, e i libri sull’argomento si sprecano, sia in quantità che in qualità. Brian Coleman, giornalista musicale di Boston, si può permettere il lusso di pubblicare un libro sugli artisti più in voga negli anni ’80 e sulla genesi dei loro classici (Rakim Told Me), e poi ampliarlo scrivendone un altro, dedicandolo agli “hip hop junkies” (paragonando quindi gli appassionati ai “junkie”, i tossicodipendenti conclamati, per spiegare l’amore che spinge una persona ad acquistare un libro del genere), dal titolo Check The Technique, pubblicato negli States nel 2007.

Check The Technique prende 15 album da Rakim Told Me e aggiunge altri 21 album storici pubblicati negli anni ’90, dando status quasi “letterario” alle cosiddette liner notes: quel mix di aneddoti, leggende e cose accadute realmente che permeano la creazione di un album.

Introdotto dal buon Ahmir ‘?uestlove’ Thompson, troviamo in rigoroso ordine alfabetico 36 album, che coprono un lasso temporale che va dal 1986 (Raising Hell dei Run-DMC) al 1996 (The Score dei Fugees e Firing Squad degli M.O.P.). Mai tradotto in italiano (e sfido, praticamente qui avrebbe mercato pari a zero), complicato da seguire se non si mastica l’inglese visto che Coleman riporta le parole delle interviste esattamente così come sono, il libro ha il pregio di non dedicarsi ad un lato solo della faccenda, anzi: esplora i differenti aspetti che questa musica, questa cultura, ha sviluppato nel corso degli anni, nonostante la radice di partenza, scorrendo le interviste, sia comune a tutti quanti. Valorizza al massimo le parole, i concetti e la storia dei soggetti su cui decide di focalizzarsi, sia nel racconto della loro nascita come artisti, sia nel “track-by track” del classico su cui verte l’analisi.

Se siete appassionati di rap, questo libro lo dovreste avere per forza, anche perché si scoprono un sacco di robe. A me, ad esempio, è successo di vedere demolita qualche certezza acquisita nel corso degli anni. Un esempio? Stando a Parrish, Sermon non ha prodotto i loro primi due o tre dischi. Oppure che gli Onyx hanno scritto Bacdafucup sotto effetto dell’LSD. L’avreste mai detto?

 

Check the technique: liner notes for hip hop junkies
di Brian Coleman
Villard Publishing
20 dollari

 

 

 

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