Call of Juarez the Cartel

by • 23/07/2011 • Rubriche, The Game VaultComments (0)615

Il brand di Call of Juarez abbandona il vecchio e selvaggio west per piombare nel violentissimo presente al confine tra California e Messico nell’eterna lotta tra trafficanti di droga e tutori dell’ordine. Una mossa a nostro avviso parecchio azzeccata che ha carisma da vendere. In Call of Juarez: The Cartel impersoneremo i membri di una task force speciale organizzata a Los Angeles dopo gli avvenimenti del quattro Luglio 2011, giorno in cui un cartello della droga Messicano ha fatto saltare in aria gli uffici della Drug Enforcemente Administration uccidendo sette agenti. Il gruppo è composto da tre persone. Eddie Guerra, agente della DEA sopravvissuto all’attentato del cartello borderline e amante del gioco d’azzardo. Kim Evans, agente speciale dell’FBI, la più giovane ad aver ricevuto la medaglia al merito, oltre ad aver arrestato un serial killer ed essere legata alle bande di Los Angeles per il suo passato burrascoso. Infine abbiamo Benjamin McCall, diretto discendente dei McCall dei passati episodi, LAPD di Los Angeles, dipartimento Rapine ed Omicidi, veterano del Vietnam e due volte medaglia al valore.  Questi sono i personaggi con cui passerete tre giorni tra California e Messico per giungere ancora una volta a Juarez. La storia giocabile con ognuno dei tre personaggi, segue un binario sempre identico, ma a seconda del personaggio che sceglieremo, l’avventura cambierà tipologia di obiettivi secondari e modo di affrontare la missione vera e propria. Kim ad esempio è estremamente rapida, in grado di correre e raggiungere i nemici alle spalle affrontandoli ottimamente con il corpo a corpo o piccole armi. McCall invece è l’esatto contrario, lento nei movimenti, ma estremamente potente e resistente, ottimo per gli scontri lunghi e in campo aperto. Il gioco presenta un gameplay molto vario. Il gioco infatti si divide in venti missioni che si ambienteranno man mano tra foreste, sobborghi di città, autostrade, deserti e città abbandonate del West. Oltre a variare l’ambientazione, cambia anche il compito che avremo di missione in missione, intervallando le corse con fasi di combattimento o distruzione/recupero di specifici oggetti. Sono presenti poi anche fasi in cui dovremo semplicemente guidare o sparare dal veicolo mentre i nostri compagni sparano, o ancora interrogare, scoprire e fare a botte con nemici stanchi della nostra presenza. Ottimo anche il sistema di coperture progettato da Techland. In diverse fasi ci troveremo di fronte ad una barriera di nemici che non potremo affrontare frontalmente sperando di vincere. Qui scatterà la fase di copertura in cui i nostri compagni apriranno il fuoco per mandare i nemici in copertura e darci la possibilità di avanzare da una copertura all’altra sino a raggiungere i nemici alle spalle. L’arsenale a disposizione comprenderà sempre due armi piccole e una grande. La longevità si attesta attorno alle nove ore in campagna singola a cui va ad aggiungersi una ricca modalità online. Oltre alla classica modalità Team Deathmatch che potremo affrontare con un massimo di dodici giocatori sul campo in una mezza dozzina di mappe, il multiplayer di The Cartel offre la sua chicca nella modalità Missioni. Divisa per luogo e per missioni per un complessivo di circa venti differenti obiettivi, questa modalità divide i giocatori in due squadre, guardie e ladri, ponendo i primi a difesa o attacco di un obiettivo ed i secondi con il compito opposto. Ci troveremo dunque a dover attaccare roccaforti delle bande di LA, difendere un treno, rubare denaro e complessivamente affrontare obiettivi sempre vari che mutano il normale multiplayer in un qualcosa di più complesso, ma allo stesso modo più semplice da giocare ed intrigante da affrontare. Dal punto di vista tecnico il gioco è basato su Chrome, il motore grafico della software house. Le ambientazioni sono parecchio ampie, ben strutturate e realizzate. Anche gli effetti come le esplosioni sono nel complesso buone. Il comparto audio vede una buona colonna sonora coadiuvata da ottimi effetti sonori, soprattutto nel caso delle copiose sparatorie che vi troverete ad affrontare. Buono il doppiaggio in Italiano. Un ottimo gioco con carisma da vendere, una buona trama e tanto piombo. Ancora una volta la chiamata a Juarez non delude le aspettative!

GRAFICA: 8
SONORO: 8
GIOCABILITA’: 8,5
LONGEVITA’: 8
VOTO FINALE: 8

HOT SPOTS:
–    molto longevo grazie all’offerta ludica proposta
COLD SPOTS:
–    non pulitissimo come gli altri first person shooter

Produttore: Ubisoft
Sviluppatore: Techland
Genere: First Person Shooter

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