Busy Signal: l'intervista

by • 21/03/2009 • IntervisteComments (0)435

Sempre negli oramai celeberrimi backstage del Rototom Sunsplash abbiamo incontrato il nuovo campione della dancehall giamaicana Busy Signal! 

Illustrazione di Mirko Caruso, tutti i diritti riservati

Haile Anbessa: è un piacere di essere qui con te Busy!

Busy Signal: tuuu…tuuu (tipo rumore del telefono n.d.r.). Busy, Busy, Busy! (ride)

H.A.: ecco appunto…come prima domanda volevo chiederti perché la scelta di questo nome così strano…

B.S.: perché devo sempre tenermi occupato mentalmente e fisicamente per sentirmi vivo e soprattutto volevo dare un segnale molto forte alla musica dancehall e reggae in generale con le mie canzoni!

H.A.: come hai iniziato? Come sei entrato nel mondo della dancehall?

B.S.: la dancehall fa parte dello spirito di tutta la nazione giamaicana. Ce l'abbiamo nel sangue. Io ho sempre ascoltato fin da ragazzino questo certo tipo di musica alla radio. Perciò in una certa maniera ne sono coinvolto da sempre! All'inizio non era facile essere apprezzati e riconosciuti ma grazie al duro lavoro ce l'ho fatta. E la cosa più importante di tutte per me è che adesso sono rispettato sia come artista che come uomo.

H.A.: ho visto il tuo video del live a Champion in Action del 2005. Incredibile la tua energia! Puoi parlarmi di quella esperienza?

B.S.: sì quel concerto è stato memorabile. Ma tutti i miei concerti sono così perché è la gente che li rende tali. È la loro energia, il loro entusiasmo e il loro supporto a renderli magici. Io c'entro solo in minima parte. E la cosa bella è che queste cose accadono in ogni angolo del globo in cui mi trovo a suonare! Per vedere il vero Busy non bisogna sentire cd o Ipod ma venire sotto al palco!

H.A.: spesso hai registrato pezzi con produttori non proprio celebri nel mondo del reggae. Come mai questa scelta?

B.S.: sai agli inizi quando proponevo i miei pezzi ai produttori tutti dicevano "Busy Signal chi?" Era frustrante. Quindi in ricordo di quei tempi, dato che io mi trovo in una posizione più privilegiata vorrei supportare anche quei produttori talentuosi ma non proprio conosciuti.

H.A.: nella scena attuale della dancehall chi vedi più talentuoso? Quale artista ti colpisce particolarmente?

B.S.: ce ne sono moltissimi di bravi. Ma uno che preferisco è Demarco che sta facendo molto bene a tutti i livelli. Vorrei aiutarlo proprio come Bounty Killer fece con me.

H.A.: quali sono gli artisti che preferisci del passato?

B.S.: ti sembrerà strano ma preferisco Bob Marley naturalmente, Garnett Silk, Burning Spear e Tennis Brown. Tutti artisti roots che hanno lasciato qualche messaggio positivo e che avevano e hanno sempre qualche messaggio positivo per i giovani. È quello che tento di fare anche io con le mie canzoni.

H.A.: e del presente?

B.S.: sicuramente il primo Sizzla e Jah Cure. Ma io non ascolto solo reggae. Un genere che adoro è l'Opera!

H.A.: come è stata la tua esperienza da produttore? Raccontaci qualcosa!

B.S.; oh fare il produttore è durissimo! Mille volte di più che fare il cantante. Mille problemi! E devi sempre correre come una trottola dappertutto! Preferisco sicuramente cantare anche se da produttore ho imparato un sacco d cose.

H.A.: per concludere un tuo messaggio per tutti quei giovani che vogliono entrare nel mondo della dancehall…

B.S.: siate creativi. Questa è la cosa più importante. E mettete molta melodia nelle canzoni affinché la gente possa sempre canticchiare i vostri pezzi. Fate canzoni e non semplicemente delle tunes. È sempre meglio un artista che fa una vera canzone all'anno rispetto ad un altro che fa 65 tunes nello stesso tempo. Una canzone vera significa impegno e dedizione.

H.A.: grazie mille Busy!

B.S.: grazie a te Mario!

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