Breve Storia di Sette Omicidi: la Giamaica che non ti aspetti

by • 16/11/2015 • Copertina, Knowledge is Power, RubricheComments (0)618

breve

La Giamaica è uno di quei paesi al mondo che soffre probabilmente di maggiori luoghi comuni così come uno dei suoi figli più degni ossia Bob Marley, re indiscusso a livello planetario della musica reggae.

In moltissimi infatti pensano che la Giamaica sia il paradiso in terra, con spiagge da favola, sole tutto l’anno e chili di erba da fumare sotto una palma da cocco.

Allo stesso modo Bob Marley viene stereotipato a livelli incredibili rappresentandolo ai più come un hippie perennemente stonato, campione del peace and love universale.

Ebbene per chi conosce un minimo questa controversa isola dei caraibi queste immagini sono quanto più di sbagliato, parziale e lontano dalla effettiva realtà.

Proprio per questa ragione quando un giamaicano, e non una voce esterna all’isola, decide di scrivere un’opera sulla complessa realtà caraibica, è sempre un piacere leggerla con attenzione.

Quando puoi l’opera in questione è un vero e proprio capolavoro di proporzioni epiche come quella realizzata da Marlon James, beh il piacere diventa realmente esponenziale.

Breve Storia di Sette Omicidi, in lingua originale Brief Story of Seven Killings e portato in Italia in maniera molto meritoria da Frassinelli, è assieme un documentario storico di straordinaria importanza e un’epopea avvincente su una delle pagine più tragiche della storia recente giamaicana e della musica mondiale in genere: l’attentato a Bob Marley del 1976.

Prima delle celebri elezioni teatro di scontro tra PNP e JLP e alla vigilia del concerto di riappacificazione, sette individui sono entrati al numero 56 di Hope Road a Kingston e hanno fatto fuoco colpendo Bob Marley, sua moglie Rita e il manager Don Taylor. Chi è stato? E per quale motivo reale? Per troppi anni il fatto è stato insabbiato cercando di dimenticare ma lo scrittore Marlon James che si divide tra la natia Giamaica e gli Stati Uniti dove insegna all’università ha deciso di fare chiarezza tra verità e finzione.

In Giamaica si dice che se una cosa non è andata così ci si è andati molto. E quindi tra personaggi di finzione facilmente riconoscibili in ogni caso e voci narranti di personaggi diversi con registri linguistici abilmente diversi anch’essi, faremo un viaggio tra complotti, agenti della CIA, gangster comuni e trafficanti di droga, in un lasso di tempo vastissimo tra il 1976 e i primi anni Novanta, passando dalla Giamaica a New York.

Un’epica tanto convincente tanto da meritarsi il prestigioso premio del Man Booker Prize.

Senza sprecare ulteriori parole questo romanzo, uno dei migliori dell’anno certamente, è una lettura obbligata per tutti gli amanti di Bob Marley e del reggae in generale ma anche di tutti gli appassionati della buona letteratura di genere.

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