Breathin’ Faya

by • 10/12/2011 • Multimedia, RecensioniComments (0)606

I Train To Roots sono una di quelle pochissime band che ancora ha il coraggio, perchè di coraggio si tratta al giorno d’oggi, di fare roots vero e sincero con un messaggio, infischiandosene totalmente delle logiche di mercato. Il roots infatti, per chi se lo sente nell’anima come loro, è come un fuoco. Un fuoco che non si puà mai spegnere. Un fuoco che respira. Breathin’ Faya.
Questo è il titolo del terzo album dei Train To Roots, uscito il 5 dicembre su etichetta One Step Records con distribuzione Venus. Un disco che trasuda amore per la musica reggae e per la loro terra, la Sardegna, che tanto ha contribuito al percorso artistico della band. Questo sodalizio tra terra e musica è stato sancito anche dalla collaborazione tra la band e il quotidiano L’Unione Sarda, che ha contribuito alla presentazione dell’album nella primavera del 2011. Il disco ha tutto il sapore della gestazione “on the road”, con un forte retrogusto live quindi. Breathin Faya’ è stato infatti concepito durante i live della band, tra il 2010 e il 2011 e risulta quindi essere sì un concept album studiato ma pur sempre frutto di una grande spontaneità e genuinità. In questo ultimo periodo infatti sono già usciti parecchi singoli  tutti hanno riscosso molto successo.
Le tracce degne di nota sono sicuramente Faya, Il più bel sogno, Enemies e lo ska coinvolgente di Shame che grandissimo successo ha riscosso su youtube in termini di visualizzazioni.
Come da sempre nella tradizione dei Train To Roots le liriche mischiano Italiano con Patwa e Sardo, ponendo l’accento sull’internazionalità e l’universalità del messaggio senza però mai dimenticare le proprie radici. Anche in termini musicali il gruppo ha dimostrato la grande abilità di sapere sperimentare e osare in diversi generi, sempre con ottimi risultati molto convincenti.
Il messaggio è sempre quello classico più forte e potente che mai, con una crescita artistica e musicale che evidenzia nervature di ska, rocksteady, dub ma anche soul e perfino drum & bass dove l’ingrediente principale è rimane sempre il roots.
Un altro grande centro per i Train To Roots e per il reggae nostrano.

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