Boomdabash:l'intervista

by • 03/09/2008 • IntervisteComments (0)920

Al Rototom Sunsplash 2008 abbiamo incontrato i Boomdabash che si sono esibiti sul mainstage dell'importante raduno reggae. Grazie al loro album di esordio Uno, da semplici promesse sono diventati dei validi e stimati rappresentanti del reggae italiano.

Haile Anbessa: complimenti vivissimi per l'elettrizzante show appena conclusosi! Innanzitutto come è stato salire sul prestigioso palco del Rototom?

Boomdabash: divino! Non trovo altre parole! È stato molto emozionante e sicuramente è la più grande vetrina in Europa che un artista reggae possa avere. È la realizzazione di un sogno, è da quando siamo piccoli che vogliamo salire là sopra! (ridono).

H.A.: il pubblico come ha risposto?

B.: benissimo! Non ci aspettavamo una simile accoglienza. Ottimo feedback. C'era persino qualcuno che canticchiava già i nostri pezzi.

H.A.: anche voi siete salentini vero?

B.: assolutamente sì. Noi nuove generazioni siamo solo parte di ciò che è venuto prima di noi e tutt'ora continua. E per questo dobbiamo sempre rendere grazie. Siamo sempre grati a coloro che hanno spianato questa strada prima di noi.

H.A.: è uscito il vostro primo album intitolato Uno, molto apprezzato da pubblico e critica. Mi dite come è nato?

B.: è nato dopo due anni di lavoro. Sacrifici sia economici che logistici che fisici. Ci siamo divisi tra Salento e Roma. È un album in primo luogo di buona musica e solo poi di buona musica reggae. Inoltre è un disco fatto con amore. Ci tengo a sottolineare come il padrino dell'intero album sia stato Treble. Senza l'incontro con lui, prima umano e poi professionale, niente di questo sarebbe potuto venire alla luce. È il produttore sia musicale che esecutivo dell'album. Per le basi ringraziamo su tutti Macro Marco e Jaka.

H.A.: il vostro sodalizio artistico quando è nato?

B.: come succede sempre in Salento abbiamo iniziato assieme cantando sui riddim giamaicani. Patwa e salentino assieme per parlare della nostra terra.

H.A.: quali sono i vostri artisti di riferimento?

B.: Michael Rose, Yami Bolo, Junior Reid, Gentleman, Damian Marley, Cutty Ranks, Super Cat, Shaggy. Come vedi sia Roots Foundation che Nu Roots e Raggamuffin.

H.A.: questo è il segno che senza una cultura vasta non si può improvvisare nulla…

B.: esatto. Hai colto in pieno il nostro pensiero. Te lo ripeto. Noi siamo una parte di quella energia che si è sviluppata molto prima di noi. con grande umiltà.

H.A.: avete un tour adesso?

B.: sì. Sia con la band che inna showcase style. Gusto Dopa e apriremo il concerto di Shaggy. Altri sogni che si realizzano.

H.A.: progetti per il futuro?

B.: noi pensiamo al presente e a come migliorarlo perché solo così potremo avere un futuro migliore. Di sicuro l'album è solo un punto di partenza e non di arrivo. Un trampolino di lancio per cose migliori. Non ci fermiamo mai!

H.A.: preferite esibirvi con la band o con il sound?

B.: sicuramente la band. C'è un impatto diverso. Puoi avvicinarti ad ogni singolo strumento e seguirne le vibrazioni.

H.A.: vi ringrazio molto ragazzi!

B: grazie a te Mario!

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