Book of Life

by • 03/11/2007 • RecensioniComments (0)365

I Wayne è una delle voci più sorprendenti del reggae di questi ultimi anni. La definizione che forse gli calza maggiormente è quella di soprano mistico. Soprano per la sua estrema abilità nelle note alte e mistico per la sua incrollabile fede in Rastafari, vero motore propulsore di tutta la sua musica.

I Wayne è anche uno dei pochi artisti roots reggae a poter affermare tranquillamente di avere raggiunto un grande successo anche tra il pubblico urban hip-hop. Questo perché nel 2005 il suo singolo Can't Satisfy Her ha avuto una rotazione veramente massiccia nientemeno che sulla stazione radio Hot 97 di New York. Dopo l'ottimo album d'esordio Lava Ground, I Wayne torna con questo Book of Life.

Premettiamo subito che lo stile è inconfondibile anche in questo album perciò i suoi fan non rimarranno certo delusi. I suoni sono delicati, in pieno stile roots, la sua voce lo è ancora di più forse e le liriche sono sempre molto impegnate. Il tema fondante di tutto l'album è che la vita è un dono e perciò bisogna ringraziare Jah ogni giorno della nostra vita. L'artista dice che nel disco c'è tutto se stesso, proprio come nella Bibbia c'è il suo mondo. Perciò questo titolo.

La title track, che è anche il primo singolo dell'album, è appunto un vero e proprio inno alla gioia nei confronti della vita, un ringraziamento globale all'universo intero per tutto ciò che esso ha fatto per I Wayne nei suoi 28 anni di vita. Life Is Easy è sullo stesso filone, parlando del travagliato mondo dei sufferah, ossia i poveri dei ghetti giamaicani. Bellissima e toccante anche Jealousy and Abuse featuring la grande Lady G, in cui viene stigmatizzata in maniera potente la violenza domestica. Altre tracce da segnalare la mielosa Need Her in I Arms, il cui titolo parla da solo (guardate il video!) e Politics and Religion che tratta delle divisioni politiche e sociali nel mondo di oggi. C'è anche posto per leggere sperimentazioni dancehall e anche R&B. senza mai tradire però le radici roots che costituiscono il 95% dell'album.

Insomma una naturale continuazione del primo capitolo Lava Ground. Il marchio di fabbrica è inconfondibile!

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