Blu, il curatore della mostra replica: “L’artista non è l’unico a dover decidere delle sue opere”

by • 14/03/2016 • NewsComments (0)385

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Suona quasi surreale l’intervista di Repubblica al curatore della mostra sulla street art di Bologna, che aveva talmente indignato Blu da convincerlo a cancellare tutti i suoi pezzi dai muri della città. Christian Omodeo, questo il nome del curatore, spiega che la maggior parte delle opere esposte arrivano da collezioni private/museali o dal mercato dell’arte. Alcuni pezzi, quindi, erano stati messi in vendita dagli autori stessi (pare essere il caso di Ericailcane, anche lui molto critico nei confronti della mostra come si può vedere dallo schizzo di protesta che ha realizzato qui sopra: avrebbe venduto alcune opere in passato i cui acquirenti le hanno poi messe a disposizione degli organizzatori).

L’unico writer ad essere inserito nella mostra senza dare il proprio consenso e  con pezzi “prelevati” dalla strada pare essere proprio Blu, come racconta Omodeo:” In mostra ci sono solo tre opere staccate, tutte di Blu. Resteranno a un’associazione senza fine di lucro che non potrà metterle sul mercato. […] Gliel’abbiamo chiesto, e non ha risposto. Anche il rifiuto di dialogare è una forma di marketing”. E poi ancora: “Sono loro che si definiscono artisti, si autocertificano allo sportello dell’arte anche se poi lo contestano… Ma se vuoi starci, devi sapere che il mondo dell’arte ha le sue regole. Il museo ha il dovere di sollevare il problema culturale della salvaguardia, del restauro, della permanenza di queste opere nella storia. […] “L’artista non è l’unico ad avere il diritto di decidere sulla vita della propria opera”. Un’affermazione con cui è difficile non sentirsi in totale disaccordo.

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