Blocknotes

by • 01/11/2005 • RecensioniComments (0)626

"Ghettoblaster, dimmi se ti basta, dimmi se ci credi in un piatto rullante e cassa"

Il 2004 è stato un po' l'anno della definitiva consacrazione per Stokka e Mad Buddy, "Ghettoblaster" è diventata in breve tempo una hit underground, di quelle capaci di scatenare l'infoio sotto al palco, così, dopo un paio di demo/cd autoprodotti ecco il contratto con Vibra Records e la prima uscita ufficiale del duo palermitano. Tuttavia il non-inserimento del pezzo in questione, nè in tracklist nè come bonus-track, sottolinea con decisione il coraggio dei due e la voglia di andar avanti senza ricorrere a facili espedienti, come poteva essere la riproposizione di quello che a tutti gli effetti è un già piccolo classico.

"E' il momento di prendere il Blocknotes e cui scrivere tutti i motivi per cui vorresti urlare".

Poco più di un'ora per questo esordio, 18 tracce che fotografano la quotidianità di due ragazzi come tanti in una terra dolcemente aspra come solo la Sicilia sa essere. Stokka e Mad Buddy al microfono con il grande pregio di saper suonare genuini e la capacità, notevole, di saper sopperire alle proprie lacune con ironia ed un pizzico di furbizia. Mc's non certo con fini avanguardistici, se cercate funambolici incastri o mirabolanti peripezie metriche siete nel posto sbagliato, è puro hip hop di quello senza fronzoli, rivolto al trenta per cento su se stesso al settanta sull'ascoltatore. Qualche limite c'è, ovvio, soprattutto si ha l'impressione che non tutte le 18 canzoni siano state concepite con la stessa cura e talvolta le immagini retoriche scivolano nella banalità e appaiono un po' prive di pathos.

Ciccio Stokka si occupa anche della maggior parte dei beats, 14 per l'esattezza: un sound solido e piacevolmente italiano (per intenderci, non suona americano), valido tanto nella scelta dei drum kits quanto in quella dei samples, minuziosamente curato a livello sonoro, magistralmente arrangiato e con qualche apertura verso l'elettronica. Manca solo un po' di originalità, quel "non so che" che fa si che ascoltando un beat di Premier venga spontaneo il feedback "questo è Premier!", nonostante ciò Stokka si dimostra completamente padrone della situazione e il suo lavoro alle macchine è di altissimo livello. Partecipano ai beats anche Frank Siciliano ("Dimentica"), Squarta (che offre un mediocre beat fotocopia di "Milano-Roma") e Shocca (che rinnova il sodalizio artistico iniziato su "60hz" nell'ottima "Tutto Bene", con il solito gran lavoro sui bassi, e nella conclusiva "Quando un giorno tornerai").

Un difetto come spesso accade nel rap italiano (ma anche americano eh…) è l'eccessiva lunghezza del tutto, spesso si trascura il fatto che la comunicazione non è un fatto meramente quantitativo e quello che può esser detto in 12 tracce detto in 18 rischia di perdere incisività, ed è la qualità completa a risentirne. Così accade su "Blocknotes", le tracce più potenti sovrastano quelle più riflessive e la longevità del disco viene minata.

Tra i pezzi più riusciti assolutamente da citare "Nero Inferno" e "[email protected]*2". Il primo è uno dei pezzi sul writing più potenti mai usciti in Italia con un beat che farebbe muover la testa pure ad un manichino e un ritornello perfetto per i live set. Il secondo è un atipico gangsta-anthem da pistole ad acqua con un grande Primo Brown a troneggiare sul ritornello: "E' la rivolta dei killah nei club, pistole su però ad acqua…". Altrettanto buone "Tutto Bene", con i due siciliani che osano un ritornello che rimanda alla mente le ultime cose di Meg, e l'iniziale "Cosa Succede?", preceduta da un intro altrettanto potente con bassi-synth e scratch. Deludono invece "Over The Topic", scontatissimo pezzo anti-chatty boy, e i featuring dei giovani palermitani Dual Shock e Johnny Killa, che non colgono una ghiotta occasione.

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