Blind Reverendo: l’intervista

by • 22/11/2019 • IntervisteCommenti disabilitati su Blind Reverendo: l’intervista242


Blind Reverendo è un artista e compositore italiano residente a Barcellona che si muove tra il reggae e la dancehall con la stessa facilità con cui una tavola da surf si muove tra le onde. Da quando ha perso la vista a 8 anni, Mario Rivoiro sfrutta le possibilità che la vita gli offre, rialzandosi dopo ogni caduta, alla ricerca di nuove onde nei suoi molteplici progetti che vanno dalla musica al surf, passando per i suoi continui viaggi, e questa è un’altra tappa del suo viaggio.

Haile Anbessa: come hai iniziato a cantare e comporre?
Blind Reverendo: ho iniziato il mio percorso musicale quando avevo 5 anni, con il pianoforte, poi sono passato allo studio della chitarra classica e delle percussioni. Ho militato in varie band durante gli anni ’90 e primi 2000, dopodiché ho sentito l’esigenza di avere un progetto completamente mio, dove poter esprimere realmente le mie idee musicali, politico-sociali e personali. Di fatto ho iniziato nel 2006.

H.A.: perché hai scelto Reverendo come nome d’arte?
B.R.: Reverendo nasce dall’irriverenza nei confronti delle istituzioni politiche e religiose, anche per il mio modo di essere polemico e rompicoglioni. Poi vi svelo un segreto, siete i primi in assoluto a livello ufficiale a saperlo: da adolescente feci un fine settimana con alcuni amici, assumemmo vari funghetti allucinogeni ed io avendo letto la Bibbia ed il Corano, iniziai a svarionare sugli antichi testamenti, poiché li ritengo maschilisti, violenti ed espressi questo concetto e tutti stavano in cerchio ad ascoltare le mie polemiche contro le religioni monoteiste. Di conseguenza già mi chiamavano reverendo in alcune case occupate del torinese, ma quella notte fu il reale battesimo.

H.A.: perché la scelta di vivere a Barcellona?
B.R.: Barcellona è una città assolutamente accessibile per le persone con disabilità fisiche, sia perché è facile da girare che per i servizi offerti per la nostra autonomia, mentre l’Italia è ancora anni luce indietro. Inoltre per me è una capitale importante per la musica in generale e per il mestizaje (incontro di culture) essendo una delle porte del Mediterraneo. Qui ho potuto realizzare e suonare in progetti soddisfacenti ed ho potuto creare il mio studio di registrazione Grammophonia.

H.A.: come definiresti la tua musica?
B.R.: non posso e non spetta a me definirla, credo siano gli/le altri/e a doverla definire e giudicare nel bene o nel male.

H.A.: quali modelli artistici hai?
B.R.:in realtà non mi sento di parlare di modelli artistici, ascolto molta musica di vario genere, amo la musica classica, il jazz, la black music in generale, il punk, il metal e tutto ciò che è crossover. In questo periodo in particolare, sto ascoltando Skindread, una band che mi emoziona molto, ma anche un brano del 1500 scritto per Carlo V, un po’ di dubstep e un pezzo di Mina scritto al tempo da Dario Fo, è una bossanova che si intitola “Stringimi forte i polsi”.

H.A.: parlami del singolo “Searching The Waves” con Las Chachas Tropical. Come è nata questa collaborazione?
B.R.: la collaborazione è nata dall’amicizia con Alex, conosciuto in Francia durante un tour attraverso una amica in comune. Ci incontrammo nella cucina di Cali per preparare una festa che durò 5 giorni durante i quali dormimmo 6 ore ed iniziammo a cucinare insieme.Parlando scoprimmo di avere molte cose in comune come la musica e la passione per il surf, così andai a visitarlo in Messico ed organizzammo un piccolo tour con la sua band, Las Chachas Tropical e la nostra amicizia si consolidò ancora di più.

H.A.: perché la metafora del surf?
B.R.: come dice lo stesso ritornello del brano, il surf per me è un momento in cui bisogna stare per forza di cose nel presente per non farsi male, di conseguenza surfare un’onda può essere di buon auspicio come passare un buon momento insieme, o essere presente con amore in quello che si fa nel momento stesso.

H.A.: viaggi molto, quali sono i paesi che ti ispirano di più?
B.R.: amo viaggiare e ogni paese mi inspira curiosità ed emozioni per i suoi odori, suoni, gusti e per le persone che si incontrano. Prossimamente vorrei conoscere la California per il surf, ma anche la Scandinavia poiché non ci sono ancora stato.

H.A.: prossimo album a quando?
B.R.: spero presto, ma sempre e quando arrivino idee che mi soddisfano da poter presentare al pubblico. A breve intanto usciranno alcuni singoli inediti.

 

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