Best Indie Games 2015

by • 25/01/2016 • Rubriche, The Game VaultComments (0)404

Il 2015 è stato un anno ricco di titoli per tutti gli amanti di videogiochi. Ottime sorprese ci sono state regalate dai piccoli studi di sviluppo, software house indie che hanno dato vita ad autentici gioielli, spesso ignorati dai più, che però meritano di essere conosciuti dalla community. Ecco i migliori dell’anno appena passato selezionati per questo bilancio dei migliori indie del 2015 I titoli sono in ordine casuale e non certo per merito.

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Tactical Soccer

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Kiss Ltd ci allieta sempre con ottimi titoli per pc. In questo caso parliamo di un titolo parecchio innovativo: parliamo di uno strategico a turni basato sul mondo del calcio, quindi uno strategico tutto sportivo.

Nella modalità carriera potremo concentrarci anche sull’aspetto più manageriale del titolo, scambiando giocatori quindi e la gestione dei contratti dei vari giocatori.

Per quanto concerne il gameplay sul campo potremo controllare ogni giocatore singolarmente e quindi potremo scegliere nel caso avremo la palla se passarla oppure tentare un tiro nello specchio della porta.

Potremo in questo caso studiare le traiettorie sia nel caso in cui si tratti della corsa dei giocatori che della palla.

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A centrocampo dovremo gestire i giocatori ciascuno a suo modo e dovremo gestire quindi ogni giocatore in breve tempo.

Interessante la possibilità di gestire la telecamera seguendo quindi l’azione nel suo dettaglio perfino seguendo il pallone e non solo i giocatori quindi.

Buono anche il comparto tecnico con un sonoro più che rispettabile e una grafica che certo non è quella di Ea e del suo Fifa ma comunque si difende a dovere.

Questa sorta di X-com a livello sportivo è un titolo veramente interessante, soprattutto per l’idea realmente innovativa.

Voto: 8

Dark Years

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Dark Years è un gioco dal grande concept e dall’ottima ambientazione, con un’intrigante periodo storico. Stiamo parlando del 1953 e di una prospettiva parecchio inesplorata, come quella del colpo di stato in Iran.

In questo periodo infatti sia Stati Uniti che Regno Unito tentarono di rovesciare il regime di Mossadegh che stava nazionalizzandolo le varie aziende petrolifere del paese e quindi invece rimettere in sella lo Shah.

La forza della narrazione sta proprio nell’osservare un evento storico di questa portata, anche se non proprio famosissimo, ma comunque da ottiche diverse che possono anche quindi insegnarci qualcosa storicamente.

Il gioco nella circostanza particolare si sviluppa come un noir vecchia scuola in cui noi dovremo impersonare un ufficiale iraniano che dovrà indagare su dei misteriosi omicidi e quindi garantire i responsabili alla giustizia.

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In questo modo potremo scoprire i dettagli di quello che le potenze internazionali stanno compiendo nel paese.

Il gioco ha la qualità di svilupparsi in open world e potremo così risolvere quindi vari enigmi mai frustranti, facendoci aiutare anche dai personaggi non giocanti della vicenda.

Ci sarà spazio anche per sezione di guida ma anche per combattimenti che introdurranno nel gioco la modalità picchiaduro per così dire.

Un’ottima idea che merita di essere emulato anche da altri per dare vita a giochi innovativi e con una storia profonda.

Voto: 7.5

Space Hulk

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Space Hulk è il titolo uscito recentemente per Ps3 e Playstation Vita che più incarna probabilmente lo spirito del grande gioco da tavolo Warhammer 40.000.

La conversione per le console di casa Sony sono state realizzate grazie a Funbox Media e Hr Games.

Il gioco controlla quindi un manipolo di Space Marine dei Blood Angel che dovranno esplorare le varie astronavi e relativi relitti per debellare i Generaptor, ossia membri della fazione Tyranid.

Il gioco assume quindi i contorni per quanto concerne il gameplay di una sorta di partita a scacchi alla X Com, tra i due team che possono essere di due giocatori oppure di un giocatore e della intelligenza artificiale. Qui i livelli sono chiusi e dalla geometria squadrata, dando nel giocatore un certo senso di claustrofobia.

Potremo quindi selezionare in maniera individuale le nostre unità e fargli compiere delle azioni volte o al movimento oppure all’attacco.  Ogni azioni consumerà dei punti azione che poi verranno ripristinati di turno in turno.

Le campagne sono sei in totale e vedono varie missioni in single player che comportano obiettivi abbastanza variegati. Per poter passare alle missioni successive dovremo soddisfare varie condizioni altrimenti dovremo fare tutto daccapo.

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La curva di apprendimento è piuttosto ripida dato che le mappe aumentano anche in estensione di mano in mano e così anche gli obiettivi diventano sempre più complessi.

Ogni errore può costarci carissimo e quindi le risorse vanno sempre centellinate, in modo da avere la meglio sugli avversari.  Le percentuali di posizionamento e di statistiche dei vari combattenti sul campo rappresentano le modalità di successo o di sconfitta.

Su Playstation Vita inoltre è stata introdotta anche una modalità multiplayer asincrona chiamata Hotseat in cui i vari giocatori potranno passarsi la console e giocare alternativamente il proprio turno.

Un fedele adattamento del gioco da tavolo originale che rispetta in tutto e per tutto l’universo di Warhammer 40.000.

Voto: 7

Zombie Vikings

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I ragazzi di Zoink!, ossia gli autori di Stick It to the Man, ne hanno fatta un’altra delle loro. Il team svedese ritorna con questo ottimo Zombie Vikings, ossia un picchiaduro a scorrimento a base di zombie.

Odino perde un occhio dato che Loki glie lo ruba e quindi siccome Thor è occupato in altro decide di resuscitare quattro valorosi guerrieri vichinghi ossia Gunborg, Seagurd, Hedgy e Caw-kaa. Gunborg è un’amazzone gigantesca dalla forza sorprendente. Seagurd è una sorta di incrocio tra uomo e polipo che può sputare inchiostro. Hedgy è un selvaggio che corre di qua e di là per azzannare tutto ciò che si ritrova a tiro e infine Caw-kaa è la regina dei corvi.

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Tutti i personaggi sono parecchio sopra le righe e l’umorismo non mancherà mai. Battute e storia brillante vi accompagneranno per parecchio tempo e vi strapperanno più di una risata. Ottima anche la traduzione in Italiano che si rivela sempre all’altezza.

Fuori di testa anche le armi che potremo utilizzare e che comprendono anche animali, così come i nemici sempre diversi e mai scontati. I livelli di questo picchiaduro sono all’incirca 25 mentre è stata inserita anche una modalità arena. Gli attacchi sono due, uno debole e uno potente più una sorta di presa che può scaraventare anche i vostri compagni.

Anche dal punto di vista grafico il gioco regala molto visto che la tecnica appare ben realizzata e i personaggi sui fondali si muovono in maniera piuttosto simpatica. Anche l’uso dei colori è stato parecchio accattivante.

Da testare assolutamente.

Voto: 8.5

Dead in Bermuda

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Dead in Bermuda è stato sviluppato dal team dei CCCP. La storia vede un gruppo di sopravvissuti che sopravvivono a un disastro aereo e si ritrovano tutti assieme su un’isola misteriosa che ricorda un po’ le atmosfere alla Lost.

Il gioco vede quindi otto protagonisti con una trama e una narrazione tipica da avventura grafica. L’interazione tra superstiti è parecchio profonda e tramite le linee di testo potremo scoprire vari dettagli sui personaggi.

La dottoressa, la coppia in vacanza o la matrigna con la figlia sono al centro della storia e interagire, il tutto volto alla sopravvivenza. Ogni personaggio ha le proprie caratteristiche e quindi vi saranno utili nelle varie macro aree per risolvere enigmi e procedere quindi nella storia.

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Per sopravvivere dovremo costruire capanne, trovare cibo per sopravvivere e quindi compiere varie azioni pur di riuscire a resistere sull’isola. Dovremo salvaguardare quindi sia i parametri della fame, che della paura e della depressione, visto che se uno di questi parametri rimarrà al 100% nessuno dei superstiti morirà.

Quotidianamente dovremo analizzare il nostro accampamento e decidere chi dovrà compiere le azioni quotidiane per sopravvivere e in questo modo potremo organizzare al meglio il gruppo. Una volta scelte le attività nella prima fase del turno nella seconda fase potremo osservare gli esiti di tali comportamenti.

Le scelte di valutazioni sono sempre difficili  e molto spesso dovremo compierle a scapito di uno o dell’altro sopravvissuto a costo della sua vita.

Un buon mix di emozioni e gameplay dalle richieste hardware molto contenute.

Voto: 7.5

Cataegis

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In Cataegis il mondo è nelle mani di una donna chiamata Ishtar. La divinità controlla la vita e la morte degli esseri umani e quindi li schiavizza pur di mantenerli in suo controllo. Un cavaliere bianco di nome Cataegis decide quindi di porre fine a tale dominio di terrore e si reca alla ziqqurrat di Ishtar per terminare il suo dominio.

Il gioco è un action in due dimensioni per tutti i fanatici dei giochi pixxellosi di una volta che vi divertirà dall’inizio alla fine. Il gioco fa largo uso di colori accessi e grafiche in due dimensioni come un titolo degli anni Ottanta e questo non potrà che far piacere a tutti i videogiocatori di qualche anno fa.

Le animazioni nei combattimenti ricordano parechio da vicino classici del genere alla Strider o Ninja Gaiden e per questo, sapete cosa aspettarvi. Il gioco prevede un livello di training per poi affrontare la cosiddetta Ziggurrat Mode e quindi affrontare orde di robot assassini in questo indiavolato platform dove dovrete saltare e combattere parecchio.

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Il gioco è parecchio difficile e mano a mano che si procederà avremo problemi a fronteggiare al meglio tutta quella mole di nemici. I livelli sono quattro disseminati di power ups e saranno veramente indispensabili per poter sopravvivere. Anche gli acquisti in negozio ci potranno dare una grossa mano per essere preparati al meglio in battaglia.

Ottime anche le boss fight che coinvolgono nemici parecchio variegati come negromanti e gorgone. Dovremo capire al meglio le mosse degli avversari per poter fronteggiare e sconfiggere tali minacce.

Ogni tanto il titolo utilizza del falso 3d come accadeva nell’era 16 bit per Sonic e Castlevania e l’effetto è parecchio piacevole. Gli oltre trenta finali disponibili poi vi regaleranno molte emozioni e la voglia di rigiocarlo più e più volte, aumentando di parecchio la longevità.

Voto: 7.5

Assault Android Cactus

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il piccolo studio indie Witch Beam è riuscito a dare vita a uno twin stick veramente da ricordare. Ottima e complice anche l’influenza degli anime e dei manga giapponesi che conferiscono grande stile al gioco.

Il gioco ha una sorta di influence old gen e l’azione sarà talmente frenetica che potrà perfino generare una sorta di motion sickness tanto ci si movimenterà all’interno del titolo.

Gli scenari infatti cambieranno e si muoveranno rapidamente tanto da darvi un po’ di mal di mare.

La protagonista Cactus è una poliziotta spaziale che viene interpellata ad intervenire dato che una ciurma robotica si è ribellata alle autorità della nave spaziale. Il gioco si dipana in cinque zone differenti, con una sorpresa alla fine e la componente strategica sarà sempre preponderante.

Il gioco è un twin stick shooter molto frenetico e utilizzeremo sempre l’arma primaria alternandola con quella secondaria che però benchè molto potente si surriscalderà facilmente e quindi non potrà essere utilizzata a lungo.

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Mitragliatori e lanciafiamme quindi dovranno essere sempre dosati al meglio.

Potremo giocare sia in singolo che in multiplayer ma solo in locale, per un massimo di quattro giocatori. Sarete tentati di riprovare ancora e ancora i vari livelli dato che le possibilità di fallire sono piuttosto elevate. In aggiunta a questo avremo a disposizione un roster di ben nove androidi e quindi potremo testare di volta in volta approcci differenti.

Dovremo perciò utilizzarli tutti per completare al 100% il titolo e goderne così di tutte le sfumature che può regalarci. Survival e Rush Mode completano poi l’offerta, oltre alla possibilità di ottenere degli high score.

Voto: 8.5

Animal Gods

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Animal Gods ci porta nelle atmosfere quando le divinità erano degli animali. Il titolo di Still Games è un platform action, con varie componenti da gioco di ruolo.

Il protagonista della vicenda è un prete di nome Thistle che si mette alla ricerca dei giganteschi totem dato che tutto d’un tratto sono scomparsi.

Nel nostro viaggio tra le lande desolate potremo così scoprire dei pezzi e dei frammenti del diario di una certa Juliette che ci darà una mano a comprendere cosa sia esattamente successo ai nostri animal gods.

Jessuh fa le veci del capofamiglia e che quindi la protegge dato che Juliette non sa perchè sia finita in quelle lande. Jessuh è anche il re di sky mirror dove la vicenda prenderà delle pieghe inaspettate.

Il protagonista assomiglia al Link di Zelda e questo aspetto si riflette anche nel gameplay.

Dovremo infatti aggirarci con arco e frecce all’interno dei tre templi degli dei principali e quindi fronteggiare i vari pericoli che si annidano nei sotteranei. Nei templi avremo a disposizione il potere degli dei.

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Gli scontri fisici comunque abbastanza limitati e comunque ci saranno i checkpoint per aiutarci nel caso in cui non dovessimo farcela il più delle volte. Lo schema dei nemici è comunque abbastanza ripetitivo all’interno dei livelli e quindi potremo imparare facilmente dagli sbagli per non ripetere gli errori in seguito.

Grafica e sonoro sono ottimi, con scenari che variano addirittura in maniera dinamica in base all’ora in cui giocheremo.

La trama si mantiene profonda e scorrevole fino alla fine con buoni momenti di suspance che vi terranno incollati allo schermo per parecchio tempo fino alla fine.

Un titolo di vecchio stampo molto divertente e al contempo divertente.

Voto: 7

Armikrog

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L’arte della claymation prevede l’utilizzo di modelli di plastilina che vendono animati passo passo dando vita a creazioni dal risultato a volte realmente sorprendente.

Il titolo che ha utilizzato in massima parte questa tecnica è The Neverhood che uscì nel 1996. Dopo quasi venti lunghi anni il team di Pencil Test Studios ci riprova, grazie anche all’esperienza di Doug TenNapel. Armikrog è proprio questo, ossia un’avventura punta e clicca vecchia scuola che fa largo uso della plastilina.

Il popolo di Ixen sta morendo a causa di penuria di risorse del P Tonium, ed è tutto materiale che si trova sul pianeta Spiro 5.

Le spedizioni sono state un fallimento fino all’intervento salvifico di Tommynaut e il cane alieno Baek Baek che proveranno a salvare la propria specie grazie a un intervento di spedizione spaziale. Appena arrivati scoprono perchè le precedenti spedizioni sono state un fallimento: un enorme mostro li assale e li costringe a rifugiarsi in Armikrog.

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In questa fortezza dovremo scoprire che cosa è successo alla città di Spiro 5 e quali sono state le cause della sua scomparsa.In base agli indizi e ai messaggi di coloro che hanno vissuto nella fortezza potremo comprendere e captare gli indizi tramite Baek Baek e poi Tommynaut potrà trarre delle conclusioni.

Il gioco è un’avventura punta e clicca ma senza alcun tipo di indizio testuale né indicazione di alcun tipo, lasciando al giocatore di sforzarsi con il proprio intuito. Dovremo anche esplorare in lungo e in largo la fortezza e questo avverrà sia in orizzontale che in verticale. Questo elemento aumenterà la longevità in maniera importante e fondamentale.

I protagonisti si alterneranno e consentiranno quindi di osservare la storia secondo due punti di vista separati ma complementari. Dal punto di vista tecnico il gioco, con la tecnica della claymation raggiunge picchi di perfezione. La fluidità di gioco è grandiosa così come la modellazione dei personaggi molto simpatica ma al contempo credibile.

Se il titolo fosse stato un po’ più lungo solamente sarebbe stato un autentico capolavoro.

Voto: 8.5

Jotun

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Thunder Lotus Games ha dato vita a questo action gdr tutto ambientato nelle tradizioni scandinave.

Il titolo riporta alla memoria le atmosfere del vecchio Shadow of the Colossus, in cui un minuscolo personaggio deve fronteggiare degli immensi colossi che devono essere distrutti.

Nel gioco vestiremo i panni di Thora, una bambina che purtroppo muore in un tragico naufragio e che quindi si ritrova nel Valhalla, ossia l’oltretomba dei vichinghi.

Ogni livello è basato su un luogo mitologico come ad esempio l’albero Yiggrasil e ci verranno proposti degli enigmi basati sulla mitologia norrena e tutti narrati in lingua norrena.

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Saremo armati di una ascia e potremo utilizzare un attacco forte e uno più debole. Potremo anche utilizzare una capriola così come dei poteri che otterremo pregando ai vari altari degli dei che ce li conferiranno.

Dal punto di vista tecnico il gioco graficamente è un vero e proprio spettacolo. I personaggi sono disegnati interamente a mano. Anche il comparto sonoro è ottimo, con musiche sempre ispirate e un doppiaggio in lingua scandinava che ci fa immergere completamente nell’avventura.

Un viaggio avventuroso che vi rapirà fin dalle prime battute.

Voto: 8.5

Blues and Bullets EP 1

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Le atmosfere noir sono parecchio difficili da riprodurre in un videogame in maniera convincente, ma se amate le storie profonde con protagonista un detective dal passato travagliato ma dal grande coraggio all’interno di una città corrotta Blues and Bullets fa proprio al caso vostro.

Nel gioco impersoneremo Eliot Ness che quasi ricorda l’agente dell’FBI che tentò di contrastare Al Capone ai tempi del proibizionismo. Nell’episodio La fine della Pace Ness è fuori dalla polizia e gestisce una tavola calda nella città di Santa Esperanza.

La città sembra tranquilla all’apparenza ma è parecchio torbida e incline alla corruzione dove alcuni bambini continuano a sparire e apparentemente ora in mano a un losco figuro. Ness quindi riceve un’offerta che non può rifiutare proprio da AL Capone e quindi ritorna sui suoi passi per tornare a lottare contro il crimine.

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Il gioco ha l’impostazione di un’avventura interattiva a episodi che ricorda molto da vicino ciò che Telltale sta realizzato da più di qualche anno con estremo successo. Il gioco in questione raccoglie parecchie citazioni sia da film capolavori del genere sia che da giochi simili. Avremo quindi scelte morali da compiere e prendere parte così a QTE che giocano tutto sulla prontezza di riflessi.

Il gioco è vissuto quasi sempre in prima persona con molti dialoghi anche con i personaggi non giocanti, anche se spesso avremo dei cambi di ritmo repentini con azione in terza persona. Nella fase delle indagini il gioco invece mutua quanto visto in LA Noire con vari hot spot interattivi.

Il gioco dal punto di vista grafico ha parecchia personalità con un bianco e nero che viene spezzato solo da macchie di colore rosso acceso. Il gusto è sopraffino e le atmosfere fanno calare il giocatore alla perfezione in tali accadimenti. Buono anche il doppiaggio in lingua inglese. A Crowd of Monsters ha decisamente colpito nel segno.

Voto: 7.5

SkyScrappers

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SkyScrapper è un gioco altamente adrenalinico in cui impersoneremo dei ragazzi che si rincorrono su resti di grattacieli in demolizione, mentre lottano fra loro.

Il gioco è quindi un brawl a incontri che prima ancora di concentrarsi sugli scontri si basa sull’abilità nello scalare i grattacieli che stanno per crollare. Il gioco quindi si sviluppa tutto in maniera verticale con uno scorrimento ripido con vari ostacoli quindi che travalicano i semplici nemici. Avremo a disposizione parecchi appigli come travi,mobili eccetera così come grossi pericoli come rocce infuocate e sedie.

Potremo anche utilizzare l’edificio in rovina per scalarlo e quindi utilizzare pezzi di esso per ostacolare gli avversari. Se infatti si andrà fuori visuale  si perderà energia un po’ come accade in Smash Bros. Il gameplay è quindi molto immediato e frenetico.

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Il roster è composto da quattro personaggi,contraddistinti da una buona caratterizzazione per ognuno. I comandi sono abbastanza semplici e prevedono oltre al movimento,un tasto per il salto e uno per l’attacco. Gli attacchi sono normale a tre hit di combo,a schianto con onda d’urto e un attacco speciale.

Il gioco offre un multiplayer fino a quattro giocatori che possono affrontarsi contemporaneamente sia in tutti contro tutti che in modalità storia. I personaggi infatti sono dotati ognuno di una storia e quindi intratterranno il giocatore in maniera convincente con le loro storie. Ci sono Phileas, di nobile famiglia inglese, Solene una mercenaria militare, Kichirou giovane acrobata giapponese e Jessica, una ninja americana.

Il gioco in multiplayer dà il meglio di sé e tecnicamente non ha alcuna pecca evidente. È stabile con una buona grafica. Anche la colonna sonora è particolarmente ispirata con pezzi orecchiabili ed energici.

In compagnia è un must.

Voto: 7

Satellite Reign

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Satellite Reign è uno strategico cyberpunk molto ben congegnato che si basa tutto sul superamento di ostacoli e imprevisti.

Il gioco sembra proprio l’erede naturale di Syndicate, da cui si ispira per poi prendere il meglio e crearsi una sua propria e forte identità. Il gioco vede elementi anche di Xcom, Commando e Shadowrun ma innova in maniera importante tanto da dare vita a un titolo si che guarda al passato, ma fresco e ispirato.

Dovremo controllare un’intera megalopoli e non ci fermeremo finchè non avremo tutto sotto il nostro controllo completo.

La città si compone di quattro macroaree che dovremo conquistare anche se non in ordine prestabilito ma semplicemente sbloccando i vari checkpoint nell’ordine che più preferiamo.

Il gioco vede una cura maniacale nel design e nel dettaglio della città veramente fuori dal normale. Downtown è un groviglio complicatissimo che deve essere sbrogliato e che vi abbaglierà con le sue potenti luci al neon.

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Le macrocorporazioni come la Ronin o la Dracogenics si contendono il dominio della megalopoli e i vari agenti si fanno la guerra tra i vari vicoli.

La nostra corporazione funge da agenzia pubblicitaria e quindi di volta in volta la nostra squadra di creativi dovrà trovare delle soluzioni creative alle varie missioni. Potremo anche incrociare le varie specializzazioni pur mantenendo la propria categoria di appartenenza fra i vari personaggi.

L’intelligenza artificiale si comporta sempre in maniera molto scaltra e infatti sarà imprevedibile calcolarne le mosse. Non potremo salvare durante una missione e quindi questo aumenterà il grado di sfida e la tensione in game.

Design grandioso e giocabilità alle stelle fanno di questo gioco un must per ogni amante del cyberpunk.

Voto: 9

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