Bentornati nel paese dei mostri

by • 17/04/2004 • RecensioniComments (0)818

Di solito non scrivo recensioni, non mi ritengo talmente esperto o in gamba per permettermi di giudicare l’arte altrui, non mi permetto di azzardare giudizi che sarebbero troppo condizionati dai miei gusti personali.

Questa volta devo fare un’eccezione però: questo disco è veramente bello!

Mi sono concentrato solo su “Bentornati” in quanto è già stata pubblicata la recensione del precedente “Benvenuti”.

Signori, vi siete mai chiesti perché questi ragazzi abbiano un contratto discografico (e una distribuzione SELF! Che nostalgia vedere di nuovo un codice a barre sull’inlay card di un cd… evviva la distribuzione!) e molti altri rappers (anche più famosi) no? Io l’ho fatto, e forse la risposta è che gli altri rappers non dicono e non raccontano quello che raccontano Gli Inquilini! Non come loro!

Ma andiamo con ordine. Le strumentali sono prodotte in parte da Daniel Mendoza ed in parte da Rookie (più il Mago del Quiz in un episodio), con una base per Mite e Mr. Madness (Un disco per l’estate), una per Hyst (Hip Pop) e una per Dj Sano e Stress Trap (Tanti auguri). Le produzioni sono di gusto molto classico in certi punti (il funk di "La Prima Volta" o di "Mosche da Bar"), in altre sperimentano dei campioni decisamente originali (tra tutte “Policlinico”)…mixaggio molto buono e voci perfette (e che ne dubitavate? Naaaaaa). Complimenti ai producers!

Ma il vero spettacolo si può assaporare nei testi di questi sei ragazzi: D. Mendoza, Barry Convex, Maya Florez (bravissima, unica donna del team merita un applauso!), Mr. Madness, Profetta Matto e Kento, interpretando di volta in volta un personaggio diverso, raccontano cose che non avevo mai sentito prima in Italia. O almeno non in questa maniera. Esempi? Toccante in alcuni punti "La Macchina Del Tempo", da piegarsi dal ridere "Policlinico" (come fate a non scompisciarvi sentendo Profeta Matto che fa l’infermiere dell’ambulanza!).

Di certo è un disco geniale, non tanto nelle sonorità quanto nei contenuti. Si passa dalla malasanità di Policlinico, a strane ossessioni passionali/ amorose di "Lezioni D’Amore", dalla satira sulla musica pop commerciale ("Hip Pop" e "Un Disco Per L’Estate"), alla glaciale analisi storica della "Macchina del Tempo", senza contare l’analisi della gioventù moderna e annoiata dei giorni nostri di "Mosche da Bar". Ogni personaggio è un punto di vista che ci fa capire come il mondo sia composto da individui e non sempre da masse…

L’ascoltatore distratto potrebbe dire "ma che schifo di canzone è HIP POP?" io dico "ma quanto fegato ed estro ci vogliono per fare uscire un pezzo che volutamente ha delle rime 'un po' così così' o degli argomenti arzigogolati per scimmiottare i musicisti pop contemporanei"? Non ce n’è! E i nostri Inquilini dimostrano pure molto fegato su "Classe 03 Antirapper pt2", dove non risparmiano letterine d’amore per alcuni individui e riviste (ooooops, "Groove è una rivista di costume, mancano solo i calendari di Clady e le donne nude!". Può essere discutibile, ok, io mi sono piegato dalle risate – in maniera positiva… anche quella sui "clisteri" non era male). Ma gli spunti interessanti ci sono anche "Su La Prima Volta", "Un Altro giorno All’Inferno" (certe rime colpiscono davvero!) e Tanti Auguri. Gli skit sono veramente piacevoli tanto che non mi è mai venuta voglia di skippare (tratti da vari film, che purtroppo non conosco; sarebbe stato bello avere i crediti all’interno con le citazioni per i profani come me). Era ciò che ci voleva per l’hip hop italiano.. si meritano tutto quello che stanno ottenendo. Davvero con il cuore non posso far altro che augurare loro tutto il successo che sognano!

Non avrei dovuto lasciarmi andare così, oggi come oggi i dischi andrebbero presentati non recensiti, il giudizio spetta al popolo a mio avviso, senza arrivare già pregiudiziosi al momento dell’ascolto.. potete fidarvi oppure no…

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