Background

by • 11/06/2002 • RecensioniComments (0)705

Da qualche tempo è disponibile il nuovo lavoro di Bassi Maestro “BackGround”. Da avere assolutamente! Senza mezzi termini, senza “ma”, senza “contro”. Hip Hop allo stato puro, rap senza compromessi, senza peli sulla lingua ne riguardi. E quando il CD si carica nel lettore le parole e le rime si fondono con il suono caldo, pieno e potente delle basi in ognuno dei 15 pezzi che compongono il disco.

Trovo questo lavoro molto bello e coinvolgente per un sacco di buoni motivi. Quello principale è senz’altro che non si finirebbe mai di ascoltare pezzi come “1-2-3” o “Non chiamatelo un ritorno”, sostanzialmente Bassi riesce a guadagnarsi parecchi loop, le tracce finiscono ed inevitabilmente non si può fare a meno di riascoltare, per sentire meglio, per ascoltare meglio, la musica e le parole. Soprattutto le parole.

Il disco è cangiante, sembra quasi cambiare colore e significato a seconda dei momenti in cui lo si ascolta. In apparenza, al primo impatto risulta un lavoro di dissin’ ed egotripp tiratissimo con insulti e frecciate velenose scagliate a destra e a manca, salvo poi, ascoltando e riascoltando, acquisire significati diversi e coinvolgenti, sempre rigorosamente immersi nel suono tipico di Bassi, potente nelle casse, forte, americano, in poche parole un suono veramente RAP, come non se ne sente mai o quasi mai nel panorama italico dell’Hip Hop, sia commerciale che underground.

In tutto il suo svolgimento questo lavoro risulta chiaramente molto personale, il disco parla di Bassi e della vita di Bassi, con uno sguardo malinconico al passato e al futuro in pezzi come “Background”, “Passo e chiudo” o “Staus”, con tizzoni di rabbia che brucia in tracce come “”Succhiatemi il Cazzo” , “1-2-3”, “ Hip Hop Derelicts“ o ancora “La terra trema” che sparano colpi diretti in faccia ad una scena hiphop italiana “da terzo mondo” senza obbiettivi ne motivazioni come lo stesso Bassi sottolinea.

Nonostante l’ironia tagliente e spesso rabbiosamente acida delle parole che si raccolgono e delle rime che non perdono mai brillantezza, traspare il desiderio, la voglia che ci sia qualcuno, tra chi verrà, in grado di dare qualcosa in più al disastrato e demotivato mondo Hip Hop italiano che oggi si dibatte in una crisi di identità e di motivazioni veramente profonda.

Pregevole la scrittura dei testi, semplice e lineare, chiara e logica, con pochissime incongruenze e sbavature, cosa che contribuisce in maniera determinante ad elevare la caratura di tutta l’opera. Pochi gli interventi esterni nel disco, a sottolineare il lavoro strettamente personale realizzato da Bassi; troviamo infatti solo Medda in featuring nel pezzo “Senza di te” e Kaso che produce la base de ”Non chiamatelo un ritorno”. Veramente potente anche le tracce numero otto, “Sano Biz” e numero cinque “Everyday” anche se quest’ultima mi ricorda molto lo stile “Dre” suonando un po’ strana, come già sentita…

Sostanzialmente il disco è da avere senza dubbio, tutti i pezzi sono da ascoltare e gustare, pochissimi lavori meritano come questo in termini di suono e contenuti, e pochissimi ancor possono fregiarsi di essere dei veri artisti come Bassi al quale va fatto tanto di cappello per la schiettezza in ciò che dice nei testi e , soprattutto, faccia a faccia.

Dovendo dare un odioso voto, non potrei fare altro che assegnare un massimo con lode, anche se, in considerazione del fatto che la perfezione non esiste, posso assegnare “solo” un 9 su una scala da 0 a 10 e lode.

In conclusione questo è il lavoro pregevole del solito stronzo di Bassi Maestro che sogna per l’Hip Hop un nuovo giorno, reperibile presso Vibra Records di Verona, tel. 045 804 19 07 e nei classici migliori negozi specializzati in musica hip hop sparsi per la penisola.

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