Atelier Escha & Logy

by • 06/04/2014 • Rubriche, The Game VaultComments (0)687

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Potrà sembrarvi folle, ma Logy ed Escha sono a tutti gli effetti alchimisti impiegati nell’ufficio per lo sviluppo della cittadina di Corseit, nota per la sua vicinanza a una misteriosa rovina fluttuante apparentemente impossibile da raggiungere con le normali aeronavi, e tutta la fase iniziale non sarà altro che un lungo tutorial, dove i personaggi non faranno che parlare di responsabilità, organizzazione dei compiti, burocrazia e tanti altri fantastici argomenti capaci di formare una voragine nei vostri zebedei. Non un impatto dei più delicati, ma superato a nuoto il mare in tempesta di informazioni preparatorie, e assorbita la stramba ma funzionale struttura della campagna, si inizia ad apprezzare appieno la produzione Gust. A ciò contribuiscono anche i personaggi, i due protagonisti infatti sono una coppia che funziona e i cui caratteri opposti si si incastrano piuttosto bene, mentre i fan potranno gioire dei collegamenti con Atelier Ayesha, di cui questo capitolo è praticamente un seguito diretto con molte delle stesse personalità invecchiate di quattro anni. Le differenze tra Escha e Logy influiscono anche sulla storia, in modo simile a quanto visto nei Tales of Xillia. Giocando con Logix la trama si fa leggermente più seriosa, mentre Escha ha una visione più leggera delle cose, vicina ai precedenti capitoli della serie. I pezzi unici legati ad ogni protagonista sono pochi, ma possono portare comunque a rigiocare la campagna, anche in virtù della gestione a tempo delle missioni. Ogni compito assegnato da Marion, la vostra boss, avrà infatti un periodo limite di completamento segnato in giorni, che diminuirà esplorando la mappa di gioco, perdendo secondi preziosi nelle locazioni, o creando oggetti nell’atelier. Non è particolarmente difficile gestire le giornate per completare tutte le missioni assegnate, nonostante la presenza di quest secondarie alternate, di una mostruosità di oggetti da craftare e ricette da imparare, dunque dopo un po’ si inizia a convivere allegramente con queste restrizioni, che aumentano ancor di più la necessità di agire con tattica e intelligenza. Il vostro cervello, ad ogni modo, sarà ancora una volta impegnato al 99% nell’arte dell’alchimia. Come in tutti gli Atelier, anche in Escha e Logy avrete la possibilità di dare vita a numerosi oggetti consumabili, e di gestirne le proprietà raccogliendo ingredienti sparsi per le varie mappe e mescolati accuratamente. Le cose sono molto più difficili di quanto sembri e, seppur il gioco tenti di introdurre gradualmente l’alchimia all’utente, ci vorranno ore per assorbire le nozioni necessarie a padroneggiare l’arguto sottosistema di skill legate al potenziamento dei singoli consumabili, o dell’equipaggiamento. Curioso poi vedere forme più evolute di alchimia rispetto al solito calderone, grazie alla presenza di Logy. Meno incasinato è il combat system a turni, che comunque non manca assolutamente di finezze. In primo luogo, gli oggetti creati con l’alchimia non sono facoltativi, e l’utilizzo di esplosivi, cure e tanti altri gadget offensivi o difensivi è indispensabile per avanzare speditamente e ripulire le varie aree dai mostri senza soccombere, anche perché non c’è rigenerazione della vita e del mana mentre si avanza. A tale fondamentale si aggiunge una barra delle azioni di supporto, che permette di far eseguire attacchi extra ai compagni o di portarli a proteggere il bersaglio del nemico, e va gestita al meglio anche in virtù del posizionamento del team, che può contare fino a sei membri con tre membri nelle retrovie (questi ultimi non possono attaccare, ma solo eseguire azioni di supporto). Né il sistema alchemico ne quello di combattimento sono particolarmente originali, visto che riciclano molte meccaniche dai predecessori, ma sono stati affinati quanto basta e risultano indubbiamente degni di lode. Non bastasse i Guyst hanno speziato un po’ la formula con un ulteriore indicatore riempibile a forza di combattimenti, che permette di trovare oggetti speciali, mutare lo status delle mappe, o attivare incontri contro mostri più o meno pericolosi. Atelier Escha e Logy è, con ogni probabilità, uno dei migliori capitoli spuntati da questa serie relativamente poco nota di jrpg. La possibilità di scegliere tra due diversi protagonisti, il complesso sistema alchemico, e la gestione unica del tempo per il completamento delle missioni, rendono l’opera di Gust un’esperienza tanto inusuale quanto apprezzabile dagli appassionati della profondità tipica del genere, oltre che dai fan di vecchia data.

 

Voto: 7.5

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