Assassin Creed Revelations

by • 18/11/2011 • Rubriche, The Game VaultComments (0)543

La trama di questo Revelations inizia nel momento in cui Desmond, a seguito dei tragici momenti alla fine di Brotherhood, si risveglia in una stanza virtuale dell’Animus. Al suo cospetto incontra la personalità – virtuale anch’essa – del suo predecessore negli esperimenti, vale a dire il cosiddetto “Soggetto 16” (Desmond è infatti il Soggetto 17), da cui apprende che il suo corpo è in coma a causa di un collasso psichico: la sua personalità si sta fondendo con quella di Ezio e di Altair, e l’unico modo per scinderle – e tornare così cosciente – è quello di “chiudere” i pacchetti, raggiungendo così un “giunto sincronico”. I due Assassini del passato hanno infatti ancora “qualcosa” da rivelargli, e sarà suo compito scoprire “cosa” forzando i banchi di memoria dell’Animus e rivivendo ancora una volta le loro vicende. Per la stragrande maggioranza del gioco, ci troveremo pertanto ad impersonare ancora una volta Ezio Auditore. Ezio, che ha oramai compiuto più di 50 anni, ha infatti intrapreso un viaggio verso l’oriente, diretto a Masyaf in cerca della leggendaria biblioteca dove Altair ha conservato tutto il suo sapere. In realtà, Ezio starà a Masyaf giusto il tempo necessario per scoprire che la porta della biblioteca è sigillata, e che le chiavi sono nascoste da qualche parte a Costantinopoli. Preso contatto con gli Assassini locali, capitanati da Yusuf Tazim, Ezio imparerà a destreggiarsi nei quattro distretti della città, vero crocevia tra Europa ed Asia, all’epoca sotto il controllo degli Ottomani ma su cui è ancora forte l’influenza dei Bizantini, legati ai Templari; per far ciò, conoscerà personaggi importanti del calibro di Solimano il Magnifico, nonché nuovi alleati come la bella Sofia Sartor. Apprenderà, nonostante il suo ruolo di Mentore, anche nuove abilità, legate all’uso della lama celata uncinata e alla possibilità di creare, piazzare o lanciare bombe di varia natura. Dovrà inoltre conquistare e difendere le varie sedi degli Assassini e gestire i traffici in tutto il Mediterraneo. Nel titolo è presente un nuovo sottogioco: una sorta di “Tower Defense” in cui Ezio dovrà investire i suoi soldi per piazzare truppe e barricate, decimando gli aggressori prima che raggiungano la sede. In seguito sarà possibile assegnare uno dei propri adepti – ossia gli Assassini che sarete chiamati a reclutare per le strade e che vi forniranno aiuto in maniera analoga a Brotherhood – in modo da ridurre sensibilmente questo rischio, oltre che sbloccando così una serie di missioni secondarie. Gli stessi adepti potranno essere mandati in missione nel Mediterraneo tramite le colombaie: le varie città potranno anche essere “reclamate”, ma occhio che i Templari potranno tornare ad invaderle. Ogni volta che Ezio metterà le mani su una delle chiavi di Masyaf avrà immediatamente accesso a un ricordo che Altair ha impresso in essa: tradotto in soldoni, questo significa che il Fiorentino rivivrà alcune vicende dell’Assassino Arabo. I ricordi di Altair non sono molto numerosi né particolarmente lunghi ma sono un ottimo modo per conoscere qualcosa di più sul misterioso personaggio, qualcosa che il primo AC non ci ha rivelato. Al di fuori dei ricordi di Ezio, Desmond può sempre tornare nella “spiaggia” dell’Animus: talvolta il sistema stesso lo espellerà dai ricordi, e sarà in quelle situazioni che potrà scambiare qualche fugace parola col Soggetto 16. Oltre ai ricordi di Ezio, Desmond potrà accedere ad alcuni banchi di memoria speciali: i banchi della SUA memoria. Per farlo, però, dovrà prima raccogliere sufficienti “frammenti di Animus” dispersi nella Costantinopoli virtuale di Ezio. Quello che distingue e caratterizza i ricordi di Desmond è il fatto che questi siano realizzati sottoforma di una sorta di puzzle-game in prima persona. Lo scopo sarà quello di raggiungere “l’uscita” del ricordo: inizialmente semplicemente percorrendo delle piattaforme e effettuando qualche salto, ma in seguito si acquisirà il “potere” di creare dal nulla fino a tre piattaforme o rampe, da posizionare in modo da poter raggiungere i punti prefissati. Dal primo, già di per sé rimarchevole, Assassin’s Creed in poi, Ubisoft ha segnato un lento ma costante miglioramento sotto l’aspetto tecnico, e Revelations non fa eccezione: ancora una volta gli sviluppatori hanno saputo donare una bellezza incredibile ai luoghi, alle strutture ed alle ambientazioni del gioco, curando nel minimo dettaglio gli elementi architettonici e le textures. In linea con le produzioni precedenti anche il giudizio sul sonoro, che ha nell’ottimo doppiaggio in Italiano uno dei principali punti di forza. Colonna sonora come sempre limitata a combattimenti o situazioni, ma pur sempre gradevole e ben fatta. Una delle sensazioni che Revelations trasmette nell’arco di tutta la vicenda è che gli sviluppatori abbiamo cercato quanti più modi possibili per rendere l’esperienza di gioco varia e curata nei minimi dettagli. Ecco pertanto che ogni singola missione secondaria sarà basata su un vero e proprio canovaccio, svariati micro-copioni, o micro-storie, da svolgere e completare nell’arco di 10-20 minuti ciascuno. Non mancheranno le missioni “extra”, ossia la caccia alle chiavi di Masyaf e all’armatura “finale” del gioco, con tanto di particolari strutture da esplorare senza il supporto dei discepoli e sempre con obiettivi particolari “secondari” necessari per ottenere la sincronia al 100%. La formula per il gioco online presentata in Brotherhood è presente nuovamente in Revelations, offrendo in più qualche novità. Tanto per cominciare, è stata inserita in maniera più robusta nella trama: i giocatori non sono più semplici “Dipendenti dell’Abstergo”, ma costituiscono l’elite di coloro i quali hanno passato tempo ad addestrarsi dentro l’Animus e sono ora pronti a un livello superiore di sfida. Man mano che si sale di livello in MultiPlayer, pertanto, si verrà a conoscenza di nuovi segreti dei Templari, rendendo questa modalità piuttosto interessante anche per chi fosse interessato esclusivamente alla trama. Nel gioco in sé e per sé le novità sono poche, ma importanti. La prima è l’introduzione della “Morte Onorevole”, o “Uccisione Contesa”, che si verifica quando c’è poco intervallo di tempo tra il comando di uccisione di un giocatore e quello di stordimento del bersaglio: il bersaglio cerca di difendersi, viene comunque ucciso, ma l’assalitore ottiene solo il punteggio minimo, oltre a rimanere rallentato per qualche istante. Tra le modalità ritroviamo tutte quelle presentate in Brotherhood e nei successivi add-on, a cui si aggiungono le due nuove “Deathmatch” e “Caccia alle Reliquie”. La prima è veramente semplice: come in “Ricercato” lo scopo è quello di individuare il proprio bersaglio ed eliminarlo; la differenza risiede nel fatto che manca la bussola che ne indica la direzione e la distanza, ma d’altra parte non ci sono suoi “doppioni” in campo – una modalità insomma che premia il colpo d’occhio e la capacità di raggiungere il proprio bersaglio senza farsi notare. “Caccia alle Reliquie” è invece una ri-proposta del classico Capture the Flag: lo scopo è quello di raggiungere la base nemica, impadronirsi di un oggetto e portarlo alla propria base senza che gli avversari facciano altrettanto. Chi ha giocato, possibilmente amato, eventualmente finito i precedenti capitol
i di Assassin’s Creed non dovrebbe affatto lasciarsi sfuggire Revelations: a monte di una realizzazione tecnica ancora più sorprendente e di svariate soluzioni di gameplay rivedute e corrette, sacrificando probabilmente le cose meno gradite, c’è infatti una trama che attende di essere chiarita ed una modalità MultiPlayer ancora più arricchita.

GRAFICA: 9
SONORO: 9
GIOCABILITA’: 9
LONGEVITA’: 9
VOTO FINALE: 9

HOT SPOTS:
–   Comparto grafico superlativo

COLD SPOTS:
–    Meno opportunità di missioni secondarie

Produttore: Ubisoft
Sviluppatore: Ubisoft
Genere: Action

Related Posts

Powered by Calculate Your BMI