Artificious

by • 20/06/2006 • RecensioniComments (0)410

Un disco che suona allo stesso tempo semplice, diretto, curato ed elaborato. Può sembrare un controsenso, ma in realtà è ciò che arriva all’orecchio di chi ascolta “Artificious”, lavoro d’esordio del “Lato Oscuro della Costa”, giovane formazione ravennate (4 rappers + 1 D.J.) formatasi nel 2003.

Sin dall’inizio gli artisti in questione (Moder, Polly, Penombra, Tesuan e dj Nada) lasciano trasparire la loro viscerale passione per il rap in quanto tale, inteso come mezzo di comunicazione per esprimersi senza mezzi termini. Si capisce da (quasi)subito che non ci si trova di fronte ad un disco tutto punchline e fotta, con i contenuti ridotti a “quanto è scarso il rap in Italia”, anzi. Confesso che la prima traccia (“Fuoco”) mi aveva fatto temere qualcosa del genere, ma proseguendo l’ascolto salta all’orecchio la gran varietà di tematiche toccate, con buona maturità e un pizzico di originalità, cosa che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso. Originale è anche la grafica, il booklet manca dei testi, ma è molto ben strutturato e comprensibile, e spicca la fumettiana riproduzione del gruppo in stile “South Park”. I ragazzi sanno tenere una penna in mano e stare dietro al microfono, lo si capisce dalle modalità usate per esprimersi che sono molteplici, spaziando dallo storytelling all’extrabeat, e il livello medio di flow e tecniche è buono. L’mc di maggior spicco a mio avviso è Moder, il più completo e piacevole da ascoltare (splendido per l’intensità di interpretazione in “Demoni”), ma mi hanno molto colpito e suggestionato anche i testi di Polly, che vanta un lessico molto forbito ed una buona capacità di mettere i suoi pensieri in versi.

Le produzioni di questo lavoro sono molto varie, ed affidate a vari producer. Spiccano le produzioni hard-core di D.J. S.I.D. e le melanconiche di Stoppa, ma anche le comparsate di KUP e Zethone sono degne di nota, un gradino sotto quelle di GPL e piacevolmente influenzate dall’elettronica quelle di Nada, ragazzo che trovo artisticamente molto maturo da questo punto di vista. Quasi non lasciano il segno (e me ne duole) Jack the Smoker e Mista, da loro ho sentito cose decisamente migliori.

I featuring riguardano alcuni dei rappers di maggior nome ed esperienza dello stivale, quali Esa, Kuno, Maxi B, Zampa, Mistaman e Kiave, ma non tutti incidono come sanno. Assolutamente anonimo Esa, anche Mista mi ha un po’ deluso, ottimi invece Kiave, Zampa e Maxi B. Gli episodi migliori del disco sono a mio avviso, “Demoni”, “The eye” e “Nomi, volti incontri”, tracce veramente ottime che emozionano e lasciano ben impresso il messaggio che vogliono portare. Da tenere in loop anche “Paranoia”, “Luther Blisset” e “Rap hardcore”.

Ricapitolando, un disco molto variegato, dalle buone tematiche, con buoni mc’s al microfono e fonicamente curato in maniera egregia da d.j. Nada. Un disco tuttavia non privo di alti e (purtroppo) bassi, ma complessivamente godibile da ascoltare. E’ tutto sommato un lavoro che non si discosta troppo dalla tradizione del rap italiano, ma che non suona “già sentito”. Se avete intenzione di investire 12€, questo è un prodotto assolutamente consigliato.

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