Artificial Kid [email protected] Bologna

by • 29/04/2009 • NewsComments (0)357

 

In un week end particolarmente prolifico e ricco di eventi (Artificial Kid venerdi e IsolaNelKantiere domenica), venerdì 24 aprile il TPO di Bologna ha ospitato Artificial Kid, il neonato progetto di StabbyoBoy, dj Craim e Danno.

A prescindere dal prodotto, di livello indiscutibile, che nonostante l'uscita recente del disco "Numero 47" ha già riscosso grande attenzione, il live è una di quelle esperienze che ti coinvolgono a 360°: per significante e per significato.

La scaletta dello show rispetta quella del disco, non pochi quelli che dal pubblico cantano i pezzi come se questo fosse uscito da parecchio tempo e ormai assimilato.

Dj Craim ai turntable conferma la propria posizione nella scena italiana e internazionale, ma non lo fa con virtuosismi autocelebrativi che alla lunga appesantiscono ma inserendosi perfettamente nel trio. lo stesso vale per StabbyoBoy, le cui produzioni vanno molto oltre l'hip hop e sono più che altro prova della sua ricerca sul suono e esempio di come la musica andrebbe approcciata nella sua totalità.

Microfono nelle mani del Danno, in altri termini una certezza in quanto a liriche, coinvolgimento e resa sul palco.

Tolte le indubbie capacità individuali resta quindi il nucleo vero e proprio del progetto: la sinergia del gruppo senza ombra di accavallamenti e sovrapposizioni; contenuti di spessore.. che ad un certo punto ci si rende conto della  differenza sostanziale tra il verbo "sentire" e "ascoltare". 

In questo caso prevale il secondo dei due, un'attività piuttosto rara ultimamente.

Artificial Kid va ascoltato perchè ci mette di fronte a problematiche su cui è il caso di riflettere, che riguardano il Deragliamento Personale del singolo e la società in collasso, quel Sistema che partorisce figli con gli occhi chiusi perchè non vedano cosa li attende. 

E' la vecchia storia dell'individuo che ricapitola la storia dell'intera specie, riflessioni su un mondo che va al contrarion: una Dis-U- topia popolata da spettri atrofizzati posti al confine tra i luoghi abitati dall'uomo medio e il luogo visionario di Butler, "Erewhon" (letto al contrario "nowhere"), luogo immaginario in cui tutto funziona al contrario, Assurdo, dove chi commette delitti è aiutato e chi si ammala è imprigionato.

Immagine forse delirante e postnucleare ma più vicina alla realtà di quanto si creda, o si voglia credere.

Nel caso non fossero abbastanza eloquenti le immagini evocate dal rap, lo show è completato dai visual del bolognese Champa perchè più niente resti dato per scontato in nome della Verità.

 

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