Arcade Spirits

by • 06/02/2019 • Rubriche, The Game VaultCommenti disabilitati su Arcade Spirits234

Le Visual Novel sono sempre state un prodotto piuttosto d’elite , anche se lo zoccolo duro dei fans le ha sempre molto apprezzate. Il genere sta tornando parecchio in auge grazie all’universo indie che sta sfornando giorno dopo giorno titoli sempre più convincenti.

Arcade Spirits è uno di questi esponenti creato da Fiction Factory Games e prodotto da PQube.

Il gioco comincia con un menu che ricorda molto da vicino un cabinato e quindi potremo settare tutte le nostre opzioni.
Potremo cominciare con il nostro avatar con sesso del personaggio, sesso, nome, colore dei capelli e taglio, nonché colore degli occhi e incarnato.

Ci troviamo in un non meglio precisato anno del 2000. Una realtà distopica in cui la crisi videoludica del 1983 non si è mai verificata e anzi le sale arcade continuano a macinare gettoni. Essendo senza lavoro la nostra amica Juniper ci suggerisce di installare un app che ci fungerà da assistente personale. Iris, l’app, ci offre un lavoro compatibile alle nostre esigenze. Ecco che ci ritroveremo a lavorare per Funplex, ossia una sala giochi di un centro commerciale.

Il gioco è una visual novel sui generis dato che le relazioni amorose non sono al centro perenne dell’azione come negli altri casi. Dovremo semplicemente vivere e fare crescere il nostro personaggio con un percorso interiore. Le relazioni amorose sono solo un plus.  Ci interrogheremo sempre su quale sia il nostro sogno e cosa dovremo fare per realizzarlo.

Gli attributi del nostro carattere sono Quirky, Steady, Kindly. Gutsy e Basic. In base alle nostre risposte in game andremo ad aumentare o a diminuire queste stats e in questo modo i personaggi reagiranno in modo differente ai nostri comportamenti.

Avremo poi molta libertà attraverso il sistema dei 5 attributi e quindi potremo scrivere veramente il nostro percorso con le nostre mani senza troppe limitazioni di nessun genere.  Avremo grande curiosità di capire cosa accadrà a noi e ai vari personaggi non giocanti.

Dal punto di vista tecnico il gioco vede scenari fissi che cambiano in base alla location naturalmente. I dialoghi in lingua inglese faranno da cornice a questi momenti.

il look dei personaggi riflette invece le loro passioni all’interno del mondo del videogioco e quindi avremo dal cosplayer, al malato di retrogaming fino al campione di esport.

Un gioco quindi creato proprio per appassionati di videogame con tutte quelle caratterizzazioni e stereotipi che vi strapperanno più di un sorriso.

Buone anche le musiche che creano una buona atmosfera.

Una buona visual novel che mischia elementi di meta-videogame ad aspetti esistenziali anche profondi.
Da provare.

Voto: 8

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