Angelo di Vale Lambo racconta una Napoli che pochi conoscono

by • 07/05/2018 • Copertina, RecensioniCommenti disabilitati su Angelo di Vale Lambo racconta una Napoli che pochi conoscono423

Una delle accuse mosse più di frequente a questa nuova ondata musicale protagonista della scena rap italiana – banalmente (e spesso scorrettamente) definita trap – è quella di non essere in grado di portare avanti una narrazione solida e robusta, in grado di coniugare l’aspetto frivolo con quello più profondo. Una sorta di giudizio sommario che sembra quasi voler negare ad un determinato tipo di sonorità la capacità di ospitare testi dal forte impatto evocativo, in grado di sollevare sentimenti ed emozioni, immergendo l’ascoltatore in scorci di vita dell’artista. Per quanto non si possa del tutto biasimare chi sostiene tali teorie, visto anche l’approccio di alcuni esponenti del genere, va tuttavia ricordato che non tutti i rapper sono uguali e non basta una struttura sonora simile per assimilare qualunque progetto esca. Un progetto che sembra ideato proprio per smentire i detrattori di questa nuova corrente è Angelo, primo disco solista di Vale Lambo, fuori per Dogozilla Empire e Universal. Dopo aver esordito con Eldorado, l’album di debutto del collettivo Le Scimmie – composto da lui, Lele Blade e il produttore Yung Snapp – il giovane rapper campano decide di avviare la propria carriera solista con un disco tutt’altro che leggero e semplice, ma dalla travolgente trasversalità musicale.

Le premesse però non potevano che indicare proprio questo tipo di approccio, visto che i punti di contatto con l’approccio narrativo presente in Eldorado sono molti. La peculiarità del rap di Vale Lambo risiede nella capacità di raccontarsi in maniera fortemente emotiva, lasciando le proprie emozioni pulsare fortemente all’interno dei versi, travolgendo con forza l’ascoltatore. Che siano sensazioni più leggere e scanzonate come in Over Fai, difficoltosi racconti della ricerca di se stessi come in Io con CoCo oppure sofferti pezzi d’amore come Senza E Tè, le parole di Lambo non suonano mai vuote. A tutto ciò si aggiunge il viscerale legame che i suoi racconti hanno con Napoli: la città partenopea è il caposaldo della struttura lirica di Angelo, legandosi indissolubilmente alle atmosfere evocate dai brani. Che si tratti di riferimenti appena percettibili, citazioni o omaggi, l’ascoltatore non potrà fare a meno di visualizzare ciò che i versi raccontano tra le strade e i vicoli del capoluogo campano. Pochissimi altri artisti della cosiddetta “new wave” sono riusciti a trasmettere in maniera così fedele e vivida il proprio luogo d’origine, senza per giunta dover ricorrere a luoghi comuni o clichè. La Napoli di Vale Lambo non vuole infatti essere quella ritratta in Gomorra o nella narrazione mediatica, quanto piuttosto il luogo nel quale il rapper si sente veramente a casa. Le strade sono le sue, i volti sono i suoi, i palazzi sono i suoi, gli amori e i dolori anche. Non serve il sensazionalismo o il dramma, chi vive lì lo sa bene, come ha cura di ricordare il giovane rapper.

Un altro punto di forza del progetto risiede indubbiamente nel rappato, tutto in dialetto napoletano (esclusa Io con CoCo). L’innata musicalità della lingua, già percettibile anche in approcci più classici al rap, diventa lampante su questo tipo di produzioni. Le linee melodiche della voce si fondono a quelle dei beat, la delicatezza delle parole esalta quella dei beat e viceversa – un esempio cristallino lo si ha in Africa. Vale Lambo non si limita però a far suonare bene i suoi versi, cura anche cosa dire, donando tridimensionalità al risultato finale. Non mancano riflessioni sulla vita e sui sogni, su quanto la musica possa dare e sulla necessità di pensare a quali siano però i limiti di un sogno simile; domande suscitate dalla percezione della natura effimera della vita, che spesso ci obbliga a riflettere sul senso di tutto, come fa il rapper in Perché; dubbi legati alla genuinità dei rapporti interpersonali e alla difficoltà nel mantenerli sempre trasparenti, come in Nemici Miei con MV Killa. Suoni e temi spaziano di pari passo, regalando un’esperienza d’ascolto completa e mai banale, che si sviluppa in maniera coerente ma spesso imprevedibile. Lungo l’intera tracklist le emozioni si susseguono senza soluzione di continuità, scavando sempre più a fondo nell’empatia dell’ascoltatore. Verrebbe quasi da dire che se non si è napoletani forse non si può percepire a pieno la potenza lirica di Angelo, eppure anche così, senza poter cogliere tutti i riferimenti, gli accenni e le descrizioni, l’impatto complessivo è comunque notevole.
Se siete fan delle nuove sonorità – qui incarnate da produttori di livello assoluto quali Yung Snapp, i 2nd Roof, Boston George, Vinz Turner e altri ancora – e al contempo siete alla ricerca di qualcosa che vada oltre le tematiche “standard” che hanno fagocitato il mercato odierno, Angelo è un ascolto obbligato. Un viaggio per dei quartieri spesso mal raccontati dai media, lungo quelle strade alle quali raramente si è reso giustizia, alterando la prospettiva con la quale si permetteva di guardare al loro interno. Vale Lambo ci offre uno sguardo sincero, sentito, non cieco ai problemi ma in grado di scovare la scintilla dei sentimenti ovunque, poiché perfettamente consapevole di dove guardare.

Related Posts

Powered by Calculate Your BMI