Alpha Blondy: l’intervista

by • 01/05/2016 • Copertina, IntervisteCommenti disabilitati su Alpha Blondy: l’intervista288

alpha

Mr. Seydou Konè, ai più conosciuto con il suo nome on stage Alpha Blondy, è il campione indiscusso del reggae d’Africa. La sua musica e le sue canzoni in ebraico, arabo, inglese, francese e dioula sono diventate dei veri e propri inni di pace in tutto il mondo. Abbiamo avuto modo di incontrare Alpha Blondy durante la sua tappa milanese, per parlare inizialmente del suo ultimo album Positive Energy, per poi passare a discutere della difficile situazione della pace a livello mondiale. Ecco che cosa ha raccolto il nostro microfono.

Haile Anbessa: prima di cominciare quest’intervista vorrei ringraziarti per il tempo che mi stai dedicando. È un momento molto speciale per me visto che alcune delle tue canzoni, su tutte Jerusalem, rappresentano moltissimo per me.

Alpha Blondy: grazie, toda raba (grazie in ebraico n.d.r). Sono io che vorrei ringraziare te e tutte le persone come te che negli anni ci hanno sempre incoraggiato e sostenuto. Noi artisti siamo quello che siamo grazie agli individui come voi e perciò sono io che devo dirti grazie per avere speso parte del tuo tempo per essere venuto a condividere questi momenti speciali insieme a tutti noi.

H.A.: parliamo ora del tuo ultimo album, Positive Energy. Un album molto particolare che contiene tanti featuring con artisti giamaicani come Tarrus Riley e Ijahman Levi. Cosa puoi dirmi a tal proposito?

A.B.: certo. La cosa bella è che tutti i featuring presenti nel disco sono nati quasi per caso. Con Tarrus ad esempio mi sono trovato a collaborare perché entrambi invitati a suonare in Kenya. Il concerto poi non si fece ma là ebbi modo di scoprire che il suo manager, Shawn Brown, era il figlio di Errol Brown ovvero colui che ai Tuff Gong Studios miò il mio album Jerusalem. Siamo rimasti in contatto e così è nata questa collaborazione.

H.A.: sulla copertina dell’album, oltre alla tua figura, è presente anche la foto di una donna. Di chi si tratta?

A.B.: è mia nonna!

H.A.: a proposito di tua nonna. Ma è vero che è stata proprio lei a chiamarti per la prima volta con il tuo pseudonimo?

A.B.: è una lunga storia (ride). Le non parlava molto bene francese ma solo dioula, la lingua che parliamo in maggioranza in Costa d’Avorio, e quindi, siccome a volte la facevo disperare da bambino, invece che chiamarmi bandit, bandito in francese, mi chiamava blondy. Quindi a scuola cominciarono tutti a chiamarmi blondy. Poi quando iniziai a cantare le prime volte mi facevo chiamare Elvis Blondy ma successivamente, quando ho scoperto il reggae e il suo significato, ho voluto un nome che esprimesse la potenzia di Dio e quindi a Blondy ho accostato Alpha, come l’Alpha e l’Omega della Bibbia.

H.A.: Dio è sempre al centro delle tue produzioni e il tuo messaggio unificatore è suonato forte e chiaro anche stasera sul palco. Stiamo vivendo però momenti molto difficili a livello planetario, cosa puoi dirmi in proposito?

A.B.: quello che sta succedendo oggi, a livello planetario, è molto triste. Gente del Libro, fratelli, continuano a massacrarsi senza una ragione apparente. Io ricordo sempre a tutti che sia nel Corano è scritto che la Gente del Libro, ossia i seguaci delle tre grandi fedi monoteiste, non dovrebbero mai essere separate né farsi la guerra. Anche il concetto di jihad per esempio nel Corano è molto chiaro: è uno sforzo interiore che ogni fedele deve compiere per allontanare il male da sé. Ogni giorno mi ripeto che io stesso sono in costante jihad con Alpha Blondy, contro le mie abitudini sbagliate come la rabbia o la mancanza di controllo. Questa è l’unica guerra che un vero fedele dovrebbe compiere. In relazione ai recenti fatti che stanno insanguinando l’Europa da qualche mese a questa parte vorrei aggiungere che il Corano ribadisce che chiunque uccida un innocente è come se uccidesse l’umanità intera e di questo crimine ne risponderà nel Giorno del Giudizio. Chi sono coloro che massacrano così degli innocenti e si erigono così a giudici al posto del Signore? Non lo stanno facendo nel Suo nome piuttosto per egoismo e malvagità. C’è molta confusione e convenienza a metterci gli uni contro gli altri. La Bibbia e il Corano parlano dello stesso Dio e in maniera chiara della prevalenza del Bene sul Male. Ma se non si hanno gli strumenti culturali necessari per attuare questo discernimento tutto è possibile. C’è grande ignoranza perfino sui termini. Gli arabi vengono accusati di essere antisemiti quando anche loro sono semiti. Mi domandano spesso in maniera piccata perché io da musulmano dichiaro di amare il Dio di Israele, quando queste persone non si rendono conto che è lo stesso Dio per tutti, quello di Abramo, Isacco e Giacobbe. Io tento di abbattere proprio questo tipo di barriere create per la maggior parte dall’ignoranza, proprio con la mia musica.

H.A.: a proposito di questo. Secondo il mio personalissimo parere la tua canzone Jerusalem, può essere considerata una sorta di salmo moderno, per la sua potenza unificatrice e per le sue grandi lodi all’Onnipotente. Come rispondi quindi a chi ti attacca proprio per questo tipo di canzoni e ti chiede di prendere una posizione netta, ad esempio nei confronti dello stato di Israele?

A.B.: sai a me la politica non interessa molto. Io parlo di Dio piuttosto. Dio è al di sopra dei politici e di queste piccole beghe. Io so solo che la Torah è stata donata a Mosè proprio in quelle terre, Gesù camminò per quelle terre e Maometto considerò sempre Gerusalemme come un faro. Dio ci ha quindi fatto dono della Sua parola, con lo scopo di non dividerci. È come se ci avesse assegnato un compito ma noi lo stiamo deludendo molto, secondo me. So solo che la politica di sicuro non potrà mai portare la pace in quelle terre bellissime ma martoriate da decenni di odio. Solo un’alleanza spirituale, ricordandosi di Dio e di cosa ci ha donato, potrà farlo. In quel giorno musulmani ed ebrei si abbracceranno e piangeranno soprattutto, interrogandosi sul perché si sono dimenticati di Dio per tutto quel tempo.

H.A.: grazie mille Alpha per le tue parole di speranza.

A.B.: di nuovo grazie a te. È stato un piacere. Lasciami dire un’ultima cosa. L’Onnipotente, il creatore dell’Universo, è sempre con noi, è intorno a noi e noi dobbiamo sempre fidarci di Lui!

Related Posts

Powered by Calculate Your BMI