Alexandre Orion

by • 16/02/2009 • ArticoliComments (0)544

Per chi ancora non ne fosse al corrente, la scena brasiliana offre da qualche anno a questa parte, un panorama di artisti non indifferente per qualità e quantità: Os Gemeos, Nunca, Nina, Zezao… artisti che hanno fatto il giro del mondo passando sia per gallerie private come la Johnatan Levine di New York, sia per spazi pubblici e musei (..ricordiamo la facciata della Tate Modern di Londra che ha visto protagonisti Os Gemeos insieme al nostrano BLU…), l'onda brasiliana è passata anche per la penisola italica conquistando sia spazi privati che territori aperti messi a disposizione dalle varie municipalità. 

Uno dei protagonisti di questo fenomeno è Alexandre Orion.
Nato 27 anni fa e cresciuto a San Paolo come la maggior parte degli artisti che fanno parte di questo fenomeno, mantiene durante tutto il suo percorso un legame molto stretto con tutto quello che può considerarsi "arte figurativa" a 360°passando dalla grafica all'illustrazione, ai tatuaggi, con un orientamento rivolto spesso al passato di writer e quindi alla cultura hip hop. 
Evoluzione artistica a parte, la sua attività più recente, quella cioè sviluppata come successiva ai graffiti e al writing, è l'ennesima conferma che, come direbbe il buon Mc Luhan, "il mezzo è il messaggio". 
Proprio a questo proposito il suo intervento del 2003- 2004 METABOLICA è prova inconfutabile di questa considerazione. 
Frutto della commistione tecnica tra la fotografia (a cui l'artista si è avvicinato come autodidatta) e lo stencil (eredità dell'attività di writer tra il 1995 e il 2000) , il progetto attiva un dialogo non solo con lo spazio urbano ma anche e soprattutto con la gente: "ordinary people", persone comuni si trasformano in angeli metropolitani come nella storica pellicola di Wim Wenders.
Infatti, i grandi stencils fatti sui muri della città: ali di angelo, silouhette di donne, persone in fila, ombre interagiscono e prendono parte alla vita quotidiana dei passanti nel momento in cui questi vi si fermano in prossimità o vi si accostano, spesso senza nemmeno prestare troppa attenzione a quello che c'è sui muri.
L'arte fa da supporto mediatico per la riflessione sociale o più semplicemente per mettere in luce chi rimarrebbe altrimenti inosservato. 
Il risultato è il frutto di una tacita cooperazione tra l'artista e il suo pubblico prima ancora che quest'ultimo se ne renda conto…
Sono fotografie che esprimono sentimenti, reazioni e azioni mantenendo comunque una grande ironia  e un continuo "gioco" tra l'artista  e il pubblico/ protagonista.
Oltre al valore dato alla gente, un altro aspetto affascinante di questa opera è l'idea di attesa, l'affidarsi alla casualità che rende possibile il giusto scatto, spesso non cercato ma "trovato", non tanto "sperato" quanto nato da una combinazione di molteplici fattori.

13 luglio 2006: 
Sottopassaggio Max Feffer di San Paolo, più di 100 metri di galleria in cui i gas di scarico delle macchine di passaggio hanno lasciato la loro traccia nera e vischiosa. 
le pareti sono assolutamente annerite e diventano la nuova "tela" di Orion, nonchè teatro per quella che potrebbe essere definita una performance ambientalista e di grande impatto. 
La storia di questo progetto di reverse graffiti chiamato OSSARIO: ART LESS POLLUTION,  è molto semplice: solvente per pulire le pareti anzichè spray e vernice, una logica di inversione per denunciare il problema dell'inquinamento nei grandi centri urbani. Come se Orion avesse voluto parlare utilizzando un nuovo linguaggio, una specie di "verlan artistico" insomma..
La superficie delle pareti del tunnel, imputridita dallo smog funziona come un negativo e l'artista invece di aggiungere colore e pigmento lavora togliendo lo strato di grasso che con il passare del tempo si è sedimentato. Un'opera d'arte ma al tempo stesso un gesto di estrema consapevolezza sociale.
Come afferma Orion in un'intervista, è stato un processo lungo e laborioso però ha dato risultati notevoli.
La parete finita si presenta come una quantità spropositata di teschi e teschietti di diversa dimensione ma tutti simili in quanto a forma che attraverso le loro grandi cavità oculari vuote osservano le macchine in transito nel tunnel.
Gli automobilisti di passaggio nella galleria tra Avenida Europa e Avenida Cidade Jardim si scontrano così con un evento e una creazione fuori dal comune. Un'opera d'arte che emerge e si libera dal nero pece della città inquinata.
Risultato: nessuno può dire niente, perchè "cleaning is not a crime" , così come "art is not a crime" (concetto purtroppo non sempre condiviso); la risposta delle autorità: pulizia del tunnel. 
Messaggio accolto o ennesima presa di posizione delle istituzioni? 
Non a caso dopo 160 metri di lavoro dell'artista il comune ha pensato bene che era ora di dare una pulita al sottopassaggio; non a caso la parte lavata è stata solo quella su cui l'artista aveva lavorato…successivamente (e fortunatamente), dopo questo incipit poco felice sia il Max Feffer che gli altri tunnel della città sono stati  ripuliti.

www.alexandreorion.com 
http://www.youtube.com/watch?v=JwsBBIIXT0E
http://www.youtube.com/watch?v=4xj9aUkNXzE
 
(Articolo di Georgia FxLd)

 

Related Posts

Powered by Calculate Your BMI