Akiba’s Trip Undead & Undressed

by • 15/02/2015 • Rubriche, The Game VaultComments (0)584

akiba's trip 2
Oltre che su Vita e PlayStation 3, Akiba’s Trip 2 debutta anche su Ps4. Akiba’s Trip: Undead & Undressed è completamente ambientato in uno dei luoghi più noti dagli appassionati di cultura giapponese e videogiochi nipponici: il quartiere di Akihabara. Si tratta del distretto di Tokyo famoso per i suoi negozi, la maggior parte dei quali specializzati in manga, anime e, appunto, console e videogame, tanto da diventare una vera e propria tappa fissa per ogni occidentale che abbia la fortuna di trascorrere qualche giorno nella capitale nipponica. Akiba’s Trip si concentra su Akihabara e lo fa in un modo che strizza l’occhio proprio ai sedicenti Otaku, quelli che almeno una volta nella vita vorrebbero vedere con i propri occhi le vie, i vicoli e la moltitudine di negozi nei quali dilapidare i propri risparmi.Il protagonista si ritroverà proprio in un vicolo del noto quartiere, dopo una rocambolesca fuga da una prigione nella quale è stato rinchiuso. Sua salvatrice è Shizuku, enigmatica ragazza che lo aiuterà a configgere i propri carcerieri e gli spiegherà cosa sta accadendo in città, dando corpo a delle voci che fino ad ora sembravano tutt’altro che fondate. Degli esseri chiamati Synthister hanno infatti iniziato a rapire giovani ragazzi e ragazze che si avventurano nel quartiere, rubando loro la linfa vitale e lasciandoli quindi in un limbo fisico e spirituale di estrema apatia. Nanashi, questo il nome del ragazzo, sarebbe stato la prossima vittima, ma grazie alla giovane è riuscito a sottrarsi ad un destino che pareva segnato. Il primo passo per cercare di arginare l’invasione dei Synthister sembra quindi essere riunirsi al proprio gruppo di amici, il cui campo base è ai limiti del distretto, organizzando infine delle ronde e cercando di capire come debellare una volta per tutte la minaccia. Lo stile della narrazione è vicino a quello di una visual novel, con uso abbondante di testo e i classici disegni che mostrano chi sta parlando, con un uso limitato di animazioni. Seguendo le mode di certi RPG, la narrazione regolare è supportata da una serie di situazioni che è possibile considerare accessorie: utilizzando il cellulare del protagonista è possibile rimanere in contatto con i propri amici, leggendo le loro email e dando un’occhiata ad un social network integrato nel gioco e che assomiglia molto a Twitter. In questo modo si potrà sempre sapere come vanno le cose nel gruppo, che si rimpinguerà progressivamente di nuovi personaggi. L’efebica Shizuku svelerà in breve tempo al nostro protagonista l’unico metodo per sconfiggere i vampiri: spogliarli completamente. Si diceva che Undead & Undressed è in buona sostanza un Beat’em Up, strutturato alla stregua del più celebre Yakuza: mentre esploriamo le aree piene di turisti e otaku, l’arrivo di un gruppo di ostili tramuta le strade di Akihabara in veri e propri ring. Solo che qui l’obiettivo finale delle scazzottate è quello di togliere gli indumenti dei propri avversari. Il sistema di combattimento è abbastanza classico e prevede la pressione di tre pulsanti frontali per mirare a tre differenti aree del corpo degli avversari, “indebolendo” così i vestiti che indossano. Una volta logorate magliette, pantaloni e cappellini sarà possibile tentare di strapparli via, tenendo premuto il tasto corrispondente alla parte desiderata. Nel caso in cui fossimo riusciti ad indebolire a sufficienza diversi indumenti, potremo addirittura superare un semplice Quick Time Event per spogliare progressivamente più avversari. Si possono raccogliere vari oggetti, tutti molto folli, per utilizzarli poi come armi, ma le possibilità offerte da un qualsiasi capitolo della serie Yakuza sono ben altro. E insomma, bastano poche ore di gioco per aver visto e provato tutto quello che, in termini prettamente ludici, Akiba’s Trip ha da offrire.Per apprezzare Akiba’s Trip bisogna avere soprattutto un particolare senso del gusto ed un’amore spassionato per l’estetica “ecchi”: ed anche in questo caso è necessario chiudere un occhio (e forse più) di fronte ai limiti strutturali e tecnici. Soprattutto su Ps4, dove i limiti dell’engine emergono di prepotenza. Resta apprezzabile la volontà del publisher di portare anche nel vecchio continente un prodotto così particolare: una di quelle rarità dal gusto desueto che arrivano solo dall’oriente.

 

Voto: 7.5

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