After Taxes

by • 10/03/2006 • RecensioniComments (0)913

Da sempre il membro meno in vista dei The Lox Sheek Louch non è ancora riuscito a conquistarsi quella fama "mainstream" che Jadakiss e Style P sono riusciti ad ottenere negli ultimi anni. É palese comunque che a Sheek gliene importi ben poco di tutto ciò visto che rimane, per le strade, di New York, uno dei rapper più rispettati in assoluto. Dopo i due album targati The Lox, la miriade (letteralmente) di mixtape e dopo un anonimo album di debutto ("Walk Wit Me" del 2002) Sheek ritorna, nell'ultimo mese del 2005 con il suo secondo progetto solista "After Taxes".

Il più grosso problema che ha sempre afflitto i dischi dei The Lox (sia in gruppo che da solisti) sono state le produzioni, spesso inadeguate per un gruppo del genere. Che finalmente l'aria stia cambiando lo si avverte in questo disco in cui, strano ma vero, i beats sono quasi tutti di pregevole fattura e adattissimi allo stile del protagonista. Non a caso i nomi dei produttori sono di gran rilievo, Buckwild, Rockwilder, Havoc, Red Spyda, Alchemist tra gli altri. Sheek si trova a proprio agio su qualsiasi beat gli venga fornito e regala grandissime prove di spessore; già a partire dall'intro si capisce quale sarà la musica ("Now I got a couple guests; friends, got a couple less / I don't give a fuck, my bullets goin through a couple vests") che si troverà procedendo con l'ascolto.

La prima perla è sicuramente "Street Music" (un peccato non sia stata inserita la versione con The Game", uno dei pezzi più potenti dell'anno che ci siamo appena lasciati alle spalle, con uno Sheek più potente e duro che mai. Tralasciando l'inutile "On The Road Again" si passa senza interruzioni da un gran pezzo all'altro, "Pain" (con un Jadakiss ormai a livelli altissimi) "45 Minutes to Broadway" e "One Name", pezzo più rilassato con un redivivo Carl Thomas. Sono davvero troppe le canzoni degne di essere menzionate, Sheek si è dato davvero da fare e uno delle più grandi ispirazioni è sicuramente giunta dal beef dell'intero D-Block con la G-Unit; a questo proposito "Maybe If I Sing" è adattissima a capire come sia facile per Sheek ridicolizzare il camp di 50 Cent.

L'album scorre via con eccezionale fluidità, "Kiss Your Ass Goodbye" (presente in due versioni, con ospiti diversi, entrambe notevoli), "Run Up" e "Movie Niggaz" (ormai Ghostface non lo si prende più) sono gli ennesimi esempi. É ben più facile parlare dei pezzi meno riusciti, oltre alla già citata "On The Road Again", è abbastanza anonima anche "Devine" (forse la presenza di J-Hood riduce il valore del pezzo) e "Get Up Stand Up", nonostante la presenza di Redman, non aggiunge nulla. Ma come si suol dire, è come andare a cercare l'ago nel pagliaio; Sheek ha confezionato un ottimo disco, sicuramente il migliore di fine 2005 e uno dei migliori dell'intero anno. "After Taxes" è da avere.

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