Afrika Bambaataa risponde alle accuse, ma è terremoto nella Zulu Nation

by • 12/05/2016 • Articoli, CopertinaCommenti disabilitati su Afrika Bambaataa risponde alle accuse, ma è terremoto nella Zulu Nation313

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Nonostante le accuse di abusi sessuali che gli erano state mosse di recente rendessero senz’altro necessario un chiarimento, Afrika Bambaataa in quest’ultimo periodo aveva preferito mantenere un profilo basso, evitando di rispondere alle affermazioni delle presunte vittime. Non aveva parlato neanche in seguito al cambio di leadership all’interno della Zulu Nation (di cui non era ufficialmente a capo del 1996, ma di cui senz’altro era ancora considerato un leader spirituale) dovuto proprio alla tempesta mediatica che si era scatenata attorno a lui. Poche ore fa, però, ha per la prima volta rilasciato un’intervista a Fox News in cui spiega la sua versione dei fatti.

Non ho mai abusato nessuno” ha affermato, rivolgendosi indirettamente al suo accusatore principale, l’attivista Ronald Savage. “Conosci quello che faccio, conoscevi tutte le persone che ai tempi lavoravano con me, conoscevi le centinaia di persone che mi circondavano. Se fosse davvero successo qualcosa del genere, perché non ti sei mai rivolto a nessuno di loro all’epoca?“. Bam dice di non spiegarsi il perché qualcuno dovrebbe avere interesse a rovinare la sua reputazione.

Le accuse, lo ricordiamo, riguardano quattro presunti episodi: Savage dice di aver soggiornato più volte a casa dell’allora leader di UZN e che ci sono stati diversi momenti di intimità tra loro due, avvenuti quando aveva appena 15 anni e lui si trovava in una situazione di sudditanza psicologica. Bambaataa, però, nega le circostanze. “Questo fratello (Savage, ndr) sa perfettamente chi sono le persone che lo accompagnavano quando è entrato a far parte del mio gruppo, e sa anche che non è mai stato in mia presenza se non insieme a queste altre persone: deve andare a parlare a queste persone, che facevano parte della mia organizzazione, e affrontarle. E deve smetterla con questa follia che sta cercando di mettere in piedi attaccando me personalmente. Non l’ho mai toccato“.

Durante la stessa intervista, l’avvocato di Afrika Bambaataa ha inoltre affermato che non ci saranno conseguenze legali per queste accuse: avendo Ronald Savage ormai più di cinquant’anni, gli eventuali reati sono caduti in prescrizione da tempo. Inoltre ha ribadito che non ci sono stati neanche patteggiamenti o scambi di denaro in forma privata tra le due parti per mettere a tacere la questione. Anche se nulla è dimostrabile o sanzionabile, però, certo è che non è la prima volta che insinuazioni di questo tipo circolano nell’ambiente (anche perché i gossip o presunti tali riguardo alle sue legittime preferenze sessuali sono noti in tutto il mondo).

Sul fronte Zulu Nation, invece, non è chiaro cosa succederà in merito al cambio di leadership annunciato settimana scorsa: Afrika Islam (che affiancando Bambaataa ha sempre rivestito un ruolo centrale all’interno dell’organizzazione, se non gerarchicamente almeno dal punto di vista di guida morale) qualche ora fa ha infatti diffuso tramite Facebook una lunga lettera aperta a tutti gli adepti della UZN in cui sembra emergere un tentativo di riprendere il controllo della situazione. A quanto si evince dalla lettera, rischia di aprirsi una diatriba per la successione e la gerarchia interna. “Sono consapevole che altri hanno fatto dichiarazioni pubbliche riguardo la leadership e il loro stato all’interno della UZN” scrive. “Per essere d’aiuto in ciò che va fatto e garantire stabilità all’organizzazione in futuro, ho ufficialmente riattivato la mia divisione di Zulu King e sono ritornato al mio grado ufficiale e status di Master Zulu King. Gli Zulu King hanno ricevuto un ampio mandato per tornare ai loro doveri di consultazione e operativi, per assistermi nel “raddrizzamento” della nostra nave. Abbiamo parecchio lavoro da fare, e sarà fatto operando tramite un protocollo ZuluOne […] Il primo decreto attuativo è la cessazione immediata di tutti coloro che stanno abusando della costituzione UZN e delle sue leggi. E’ applicabile a chiunque nelle posizioni della cosiddetta ‘nuova leadership’, sia suprema e/o del consiglio mondiale (il probabile riferimento è al fatto che il comunicato stampa di settimana scorsa arrivasse dalla divisione UK dell’organizzazione). […] Mentre cerchiamo di capire i vostri intenti, la Nazione ha un processo codificato per decidere come funziona la successione alla sua guida. Tutti coloro che operano in violazione della legge UZN devono essere rimossi dalla Nazione”. Insomma, la sensazione è che la vicenda non sia affatto conclusa: vi terremo aggiornati sui suoi sviluppi.

 

 

 

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