Afrika Bambaataa è stato rimosso da leader della Zulu Nation

by • 07/05/2016 • Copertina, NewsCommenti disabilitati su Afrika Bambaataa è stato rimosso da leader della Zulu Nation497

bambaataa

Nell’ultimo periodo Afrika Bambaataa, fondatore della Zulu Nation e considerato il padre spirituale dell’hip hop così come lo conosciamo, è stato al centro di una bufera mediatica senza precedenti. Il politico e attivista del Bronx Ronald Savage, infatti, lo ha pubblicamente accusato di molestie sessuali, risalenti a un periodo in cui Savage aveva appena 15 anni. Bambaataa ha negato tutte le accuse, ma qualche settimana dopo altri tre uomini hanno rincarato la dose, affermando di essere stati molestati anche loro da ragazzini. A livello giudiziario la situazione non ha (ancora) avuto sviluppi, ma ovviamente l’intera scena hip hop mondiale è stata scossa da queste affermazioni. Così come, ovviamente, la Zulu Nation, che finora non aveva ancora preso posizione.

Almeno fino a poche ore fa, quando il direttivo dell’organizzazione ha annunciato con un comunicato ufficiale (pur senza mai nominare Bambaataa, che finora ha sempre avuto una sorta di sovranità morale su tutte le ramificazioni mondiali della UZN, per quanto non ne fosse ufficialmente alla guida dal 1996, come ci informano fonti interne alla ZN) che d’ora in avanti la Zulu Nation sarà sotto una nuova giurisdizione, gestita unicamente dai leader del direttivo USA e internazionale, con la promessa di grandi cambiamenti e di una nuova gestione più trasparente. “Siamo rattristati dagli eventi attuali” recita il comunicato. “Non solo per il processo mediatico e via social network che ci è stato intentato come organizzazione, ma anche perché finora i nostri precedenti leader e fondatori non sono riusciti a replicare efficacemente a queste accuse, cosa che i nostri membri e associati meritano da noi. Soprattutto dal momento che il nostro ottimo lavoro nel diffondere il messaggio Zulu è sempre riuscito a arricchire la vita delle comunità in tutto il mondo. Vorremmo scusarci sinceramente per questo”.

La gente, conclude il messaggio, chiede giustizia, e la Zulu Nation accetterà suggerimenti su quale sia il modo migliore per ripristinarla. Una situazione senz’altro senza precedenti, destinata a spaccare in due l’opinione pubblica: da una parte i sostenitori di Bam, furiosi nel vedere la sua creatura strappata dalle sue mani per delle accuse non ancora dimostrate, dall’altra tutti coloro che rifiutano di lasciare che il (presunto) comportamento di un solo leader condizioni il giudizio della collettività nei confronti di un intero movimento.

 

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