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by • 31/03/2006 • RecensioniComments (0)455

In un panorama che spesso vorrebbe gli mc nostrani intruppati in un unico filone, tentare altre vie è più che consigliabile, anche a rischio di sbavature e imperfezioni nel sound. È proprio partendo da questa considerazione che il giudizio complessivo sull’album di Dj Vale, rapper calabrese trapiantato a Modena, è tutto sommato positivo, pur con alcuni doverosi se e ma.

Dj Vale è infatti uno dei pochissimi artisti nazionali che, pur militando in un underground mai troppo tenero con chi si presta a queste contaminazioni, non esita a conferire al suo rap un deciso carattere melodico; dal punto di vista delle –ottime- produzioni (affidate al poco convenzionale B, rarissimo esempio di produttore in possesso di nozioni musicali più "canoniche") ma soprattutto nell’ambito del flow vero e proprio, che si trasforma in una sorta di ibrido tra rappato e cantato che molto ricorda alcuni lavori dei Sottotono, ma a tratti anche un certo uso della voce tipico delle vecchie produzioni westcoast mainstream. La massiccia presenza di ritornelli e bridge cantati, sia maschili che femminili (colpiscono molto le capacità di Giorgia, la vocalist che lo accompagna in buona parte dei pezzi) accentua ancora di più la riuscita dell’ibridazione tra mcing e musicalità più classica. L’esperimento, tuttavia, non ha solo risvolti positivi: sono riscontrabili diversi limiti. Innanzitutto, c’è un’evidente differenza qualitativa tra i pezzi di contenuto, decisamente i più riusciti, e quelli di stile o comunque da party, che per il momento trasmettono poco. C’è poi il problema del flow, che a tratti risulta un po’ troppo cantilenante e rischia di ritrovarsi intrappolato in uno schema metrico più proiettato verso gli anni ’80 che verso il futuro. Inoltre, un appunto di carattere logistico: la lunghezza della tracklist è forse eccessiva e spesso le tematiche, che privilegiano l’introspettività, risultano un po’ ripetitive. La somma dei pro e dei contro ci dà infine un risultato abbastanza equilibrato: l’esperimento in sé è molto interessante, pur se vanno perfezionati diversi aspetti della lavorazione. Se del rap apprezzate anche gli exploit più atipici e se non disdegnate la musica a 360°, concedetegli senza esitazione il beneficio di un ascolto.

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