60 Hz

by • 18/12/2004 • RecensioniComments (0)1362

Basi di Shocca rime dei più importanti mc italiani d'oggi. Dovrebbe bastare questo a convincere chichessia a prendersi questo cd (se ancora non l'ha preso, e la cosa potrebbe stupire).

Cd concepiti così non son facili da recensire, perchè ogni pezzo fa storia a sé (escludendo quel filo conduttore che può essere il flow di un produttore), e a volte l'impressione che se ne ricava considerando l'interezza dei pezzi è fuorviante.

Questo può essere un caso: ho sempre sentito volentieri Shocca, le sue basi mi son sempre sembrate molto valide, ma in un contesto non unitario come questo l'impressione generale è di un ottimo cd, ma che non raggiunge quelle vette che, magari usando le stesse basi e prendendo un mc per volta che rappa su tutte, raggiungerebbe. Rischio ovvio e intrinseco a un progetto simile, e comprensibile. Assolutamente tollerabile. Resta questo senso di capolavoro mancato insomma…

Le basi di Shocca sembrano quasi ripercorrere 15 anni di scenta italiana, di movimenti, di tendenze, di flow: sonorità diverse,che emotivamente fanno affiorare ricordi di tempi. Non sempre supportate benissimo da chi ci rappa sopra.

Altre volte nettamente meglio. Si distinguono fra tutti comunque Inoky e Mhedi, Club Dogo, Stokka e Mad Buddy, Primo.

Buono specchio della scena italiana ad oggi. Da apprezzare anche alcuni "ritorni" storici: Danno&Masito, Atpc, Esa, Bassi.

Ecco, è un cd che può essere una cerniera tra quella che può essere considerata la "middle skool" (quella degli anni'90) (middle per reverenza verso i padri fondatori anni'80) e l'attuale scuola. Spaccato della scena odierna, da avere proprio per questo: chi è interessato a capire le evoluzioni, rimandi, crescita di chi ha fatto l'hiphop in Italia (non tutti, è fisiologico).

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