Dieci anni di Unlimited Struggle: Orgoglio

by • 08/12/2014 • Articoli, Copertina, RecensioniComments (0)793

Orgoglio

Siamo arrivati in fondo a questo viaggio attraverso il decennale di Unlimited Struggle. Ci auguriamo che possiate aver apprezzato l’idea, la scelta dei dischi (si è preferito prendere solo un disco per artista, e un disco per anno) e il modo in cui li abbiamo raccontati.

L’album scelto per concludere il percorso è Orgoglio di Johnny Marsiglia e Big Joe, uscito due anni fa in quello che è probabilmente da considerarsi il momento della definitiva consacrazione, anche da un punto di vista discografico (il disco esce sotto Unlimited Struggle Recordings), della crew/collettivo capitanata da Shocca. Nel giro di dodici mesi vedono la luce prodotti di tutti gli esponenti di Unlimited Struggle (e dei soci di Blue Nox), al punto che pare una studiata manovra di invasione e saturazione del mercato. Tutti dischi di qualità elevatissima, eppure a fine anno, quando è tempo di tirare bilanci, il più apprezzato sembra essere quello degli artisti meno quotati, proprio Johnny Marsiglia e Big Joe.

Rappresentanti di spicco della scena palermitana, i due fanno già parte della crew Killa Soul (assieme a Louis Dee) e del collettivo Gotaste prima dell’ingresso in Unlimited Struggle. Johnny ha anche all’attivo una strofa in Block Notes dei concittadini Stokka & Madbuddy, oltre a un disco solista datato 2007 e intitolato Radiografia.

Eppure questo Orgoglio sembra, per certi versi, un vero disco d’esordio. Così pare trattarlo Johnny Marsiglia, ri-presentandosi come se ogni barra di Orgoglio costituisse il proprio biglietto da visita, consapevole del fatto che questo disco avrebbe probabilmente rappresentato per molti il primo sguardo alla sua musica. Viene da parlare di esordio sia quando si guarda ai pregi, come il fatto che quando vengono trattati argomenti anche usuali non ci si annoia, sia per quanto riguarda i difetti, come la leggera monotonia del flow (da questo punto di vista, JM ha dimostrato di aver fatto passi da gigante con il recente Fantastica illusione).

Siamo di fronte a un disco classicamente rap, fatto di momenti di autocelebrazione (come nell’instant classic 1 / 2: Generazione sotto sforzo sotto i bilanceri/Col mito del bilancino e l’incubo dei finanzieri) e altri più intimi, in cui Johnny Marsiglia ritrae momenti di vita tra la sua Palermo (Se parliamo di lei non facciamo i faraoni/Ne amiamo tutti i quartieri anche senza fare i nomi) e la Varese in cui si è poi trasferito. Dal raffinato storytelling che permea tutto Orgoglio emergono il risentimento verso mali tipicamente italiani (Un giorno un candidato consigliere comunale promise a mio padre di farmi lavorare/Ma non fu eletto/E non mi mise a posto/Io già non ci credevo, ora di più e sto in un altro posto) e la grande voglia di riscatto da un passato difficile (E alcuni scrivono di storie marce/Ma non sanno che significa parlare col padre soltanto in carcere). La voce profonda di JM ci fa strada nelle vite delle persone che ha scelto di raccontare, tra le eterne fatiche dei meno fortunati e il proprio barcamenarsi in un mondo schizofrenico come quello del rap.

L’accompagnamento musicale di Big Joe è assolutamente degno di nota, difatti il suo nome campeggia in copertina di fianco a quello del rapper, come a marcare una volta di più la grande simbiosi tra i due. Reduce dal grande successo nel tanto atteso #Bypass di Stokka & Madbuddy, qui JoJo affronta uno dei suoi momenti più significativi nella definizione del suo suono (i cui sviluppi rischiano di “ingabbiarlo” un po’, ma questo è un altro discorso), in cui i beat mischiano la morbidezza con l’ormai arcinota ritmica un po’ storta di Detroit.

Si può certamente convenire che Orgoglio non sia un capolavoro assoluto, eppure il tipo di accoglienza riservatogli dalla scena italiana e il fatto che tutta l’Italia del rap abbia “adottato” questi due palermitani ci dice molto del potere della realness: Orgoglio ha un’immediatezza e una sincerità rara in tutto quello che comunica, è impossibile non percepirlo. Parlare di questo disco come ultimo tassello nel racconto del decennale di Unlimited Struggle ha particolarmente senso in quanto Johnny Marsiglia e Big Joe incarnano appieno lo spirito di questo collettivo, pur riuscendo allo stesso tempo a espanderne gli orizzonti sonori.

Una piccola curiosità, per chiudere: dal 2008 ad oggi, Orgoglio è praticamente l’unico disco Unlimited Struggle il cui progetto grafico (copertina e booklet) non sia stato curato da Corrado “Mecna” Grilli, a cui ormai sempre più artisti (anche non dell’ambito hip hop italiano) si rivolgono perchè disegni le loro grafiche. L’autore del progetto grafico è invece Davide “Dawlaz” Brusa.

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