“Fuori i mercanti dal tempio” finalmente fuori, the most anticipated

by • 07/01/2013 • Editoriali, Multimedia, RubricheComments (0)1240

[youtube]http://youtu.be/o6tFjQkqLE0[/youtube]

È di poche ore fa la notizia che, a seguito del leak prenatalizio del pezzo di Flycat contro il [email protected], è finalmente uscito il video d’accompagnamento.

Inutile dire che la canzone e la denuncia in esso contenuta, inizialmente passate in sordina a causa dei poteri forti e dei postumi da digestione di zampone e torroncini, rifulgono ora più che mai. Timpani e coscienze sono scossi allo stesso modo, e lo status quo già comincia a vacillare.

I visual, a cavallo tra Jackson Pollock e lo Spike Lee di Fight The Power, sottolineano (con un dollaro gigante ed un genocidio di pennelli di Photoshop) la diseguaglianza presente tra il cosiddetto 99% e l’1%, che ormai non è solo economica ma anche estetica.

Un divario marcato ulteriormente dal rapper milanese, che nelle liriche rigetta la tipica forma di rima baciata, ormai inutile orpello delle oligarchie economiche pluto-massoniche e dei loro schiavi, preferendo affidarsi ad uno schema libero neofuturista. Avvistata tuttavia una rima galeotta (“piaga-dilaga”) al 47″, lasciata forse a mo’ di ammonizione per i posteri.

A chiudere il triangolo —simbolo non casuale!— c’è Sara Tommasi, la Bonnie del Clyde antisignoraggio, alias Luigi Alfonso Marra (quasi certamente un nome inventato), ai cui scritti il testo pare ispirarsi. Sempre più originale lo stile della ex soubrette, che per l’occasione si presenta vestita da capo a piedi.

Sovversive inoltre le sue movenze che, coadiuvate da una gestualità per nulla forzata, ci dimostrano quanto siano ormai obsoleti ed oppressivi concetti come “tempo” e “ritmo”.

Ovviamente, le reazioni non sono mancate: mentre il popolo della rete fa registrare il «tutto esaurito» sui social network, il mondo politico è in subbuglio: Casini, a capo dell’ala moderata, ha mostrato iniziale entusiasmo per l’idea (non avendone avuta una originale in vita sua) ma si è subito ripreso non appena ha notato il sobrio silenzio di Mario Monti in merito alla vicenda. Dal Pdl, Berlusconi, ormai deciso a cavalcare l’onda antieuropeista, propone a Flycat un seggio di assessore alla cultura a Caronno Pertusella (“bisogna ripartire dal territorio”), mentre in casa Pd si pensa di sostituire Ichino (“quell’attention whore”, dice un fedele di Bersani) con Sara Tommasi. D’Alema si dice possibilista tanto per dire qualcosa.

Meno ambivalente il responso dal mondo musicale: listate a lutto le strade del Bronx, è attualmente in corso una veglia funebre al 1520 di Sedgwick Avenue. Lapidario il commento di Afrika Bambaataa: “A saperlo, 40 anni fa avrei aperto un circolo Arci”.

In Italia, invece, come al solito si registra il solito imbarazzato silenzio con un’unica eccezione: Antonio Lucio Vivaldi, il cui 4° concerto in Fa minore è stato violentato per la creazione del beat. Il compositore, deceduto 272 anni fa, dopo un possente rivoltamento nella sua tomba starebbe pensando ad un dissing.

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