10 anni di Brokenspeakers: report dal Villaggio Globale e intervista a Lucci

by • 07/06/2017 • Articoli, CopertinaCommenti disabilitati su 10 anni di Brokenspeakers: report dal Villaggio Globale e intervista a Lucci311

Il 20 maggio 2017, nella cornice di un Villaggio Globale gremito come non mai, i Brokenspeakers hanno scritto l’ennesima pagina della loro storia, ma soprattutto una pagina importantissima del rap capitolino. A dieci anni esatti dalla sua nascita, il collettivo romano si è riunito per una data unica, dal sapore non tanto nostalgico quanto di puro amore: per il rap, per la loro musica, per i loro fan.
Lucci, Coez, Hube, Franz, Nicco e Ceffo – senza dimenticare l’importanza di Ford 78 – sono tornati a calcare insieme il palco dopo anni, per la precisione da quell’ormai lontano 2012 che aveva segnato l’uscita di Fino Al Collo e contemporaneamente la “sospensione” del progetto Brokenspeakers, per permettere a ciascuno di perseguire la propria vocazione.
Coez ha continuato il percorso di evoluzione artistica che ha portato al recente Faccio Un Casino, Lucci si divide tra il rap e la gestione di un ristorante, Franz lavora in Inghilterra, Hube ha un’attivitá sportiva, Nicco con Younuts firma gran parte di video musicali tripla A del panorama musicale italiano, Ceffo è impegnatissimo con il Welcome 2 The Jungle… Insomma, ognuno di loro ha raggiunto risultati importanti nel proprio campo di applicazione.
Eppure vederli insieme sul palco, con la stessa carica e la stessa complicità che li contraddistingueva anni fa, non può non far sorgere un interrogativo martellante: cosa sarebbe successo se non avessero smesso di lavorare insieme?

Domani. Roma. Solo amore e corna in aria! #brokenspeakers #20maggio

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Il punto della serata però non è rispondere a questa domanda; si tratta di tornare indietro nel tempo per una sera, di ripercorrere un’intera discografia in due ore di show, incendiando il palco e dimostrando che l’affinitá con il microfono non è mai scemata. La risposta dei fan da tutto lo stivale è stata sorprendente, più di tremila (TREMILA!) persone sono accorse per alzare le “corna al cielo quando Roma chiama!” (cit.) – non c’è stata una singola rima che non sia stata accompagnata dal coro unisono delle voci dei presenti, emozionati nel poter rivivere in una sorta di “istantanea sonora” ricordi, momenti ed emozioni per le quali le canzoni dei Brokenspeakers sono state colonna sonora.
Circolo Vizioso, Featuring Lucci, The Secret Mixtape 1 & 2, L’Album, Fino Al Collo: tutto ha trovato spazio in scaletta, senza dimenticare tracce provenienti dai loro lavori solisti. Figlio Di Nessuno, Fenomeno, Cuore Matto, Brutto e Stonato sono stati infatti altrettanto protagonisti della serata, insieme ad alcuni nomi importantissimi della scena romana.
Danno, Kaos e Gemitaiz hanno infatti calcato il palco assieme ai Brokenspeakers, mandando letteralmente in visibilio il pubblico sotto il palco, che mai avrebbe pensato di poter riascoltare dal vivo Cattive Notizie, Non Lo So o Fire. Coez ha dimostrato di poter dare lezioni sul palco a chiunque, rappando tutto d’un fiato le intro di Figlio Di Nessuno, Fenomeno e Faccio Un Casino – probabilmente il momento più sconvolgente dell’intero live, un trittico di brani senza soluzione di continuità che ha lasciato sbalorditi tutti i presenti. Lucci, con la voce inizialmente rotta dalla tensione – il maltempo della mattina aveva tenuto sulle spine tutti gli organizzatori – si è ripreso in fretta, aiutato dall’assidua partecipazione del pubblico, mentre Hube, Nicco e Franz si sono scrollati di dosso la ruggine abbastanza in fretta, migliorando di brano in brano.

Sulle note di Anthem il live si è concluso, ma la serata è proseguita all’interno, dove Whtrsh e la sua selecta hanno animato la serata fino a notte tarda, suonando tantissimi successi recenti – da Ghali a Sfera Ebbasta, passando per Liberato, senza ovviamente dimenticare Faccio Un Casino di Coez, che giocando in casa riceveva ovazioni su ovazioni ogni qualvolta partisse una sua traccia. Nel backstage tantissime facce della scena romana, dal Turco a Chef Ragoo, da Sedato Blend a Frenetik, da Gemello a Mixer T: tutti accorsi al Villaggio Globale per tornare indietro nel tempo per una serata, per rivivere anni ormai passati ma ancora impressi in maniera vivida nei ricordi di chiunque li abbia vissuti a pieno. Un po’ quello che rappresenterà questa serata per la memoria di tutti i presenti: un ricordo indelebile, un pezzo di storia del rap romano al quale si è partecipato.

Altri dieci di questi anni, Brokenspeakers: qualora doveste decidere di tornare, non mancheranno mani pronte ad alzare corna al cielo e rispondere presente.

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Per l’occasione abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Lucci, parlando a 360 gradi del progetto Brokenspeakers e di ciò che ha rappresentato e tutt’ora rappresenta per loro.

Riccardo Primavera: A ben dieci anni di distanza dalla nascita del progetto Brokenspeakers, quanto siete cambiati? Cosa vi manca di quegli anni e cosa invece non rimpiangete affatto?

Lucci: Non siamo cambiati molto, è cambiato il nostro modo di vivere grazie anche alle cose che abbiamo fatto. Bene o male peró caratterialmente siamo gli stessi, per fortuna tutti con vite un po’ più semplici di 10 anni fa.
Quegli anni erano molto genuini e divertenti.. avevamo molta libertà in tutto. Ecco, diciamo che adesso non viaggiamo in furgone e non dormiamo sui divani. E quello, onestamente, non ci manca affatto.

 

R.P.: La risposta dei vostri fan all’evento è stata a dir poco impressionante: di tanto in tanto, vi è capitato di pensare a dove sareste potuti arrivare se non aveste smesso di fare musica insieme?

L: Guarda, penso che abbiamo lavorato molto bene come gruppo e ne abbiamo raccolto i frutti. L’amore che ci da la nostra gente ce lo siamo guadagnato, ma è comunque un progetto di nicchia, legato ad un certo suono e soprattutto alla dimensione live. Quindi onestamente non penso sarebbe andata tanto diversamente da così.

 

R.P.: Se doveste scegliere il momento più importante tra tutti quelli vissuti durante gli anni come Brokenspeakers, quale sarebbe?

L: Ogni. Singolo. Live.

 

R.P.: Nonostante l’esservi separati dal punto di vista musicale, il vostro rapporto personale non sembra averne minimamente risentito. Qual è il segreto per rimanere così saldamente uniti?

L: Indubbiamente smettere (ride, ndr)! Scherzo ovviamente; direi piuttosto l’avere le idee chiare su quello che volevamo da questa cosa. Ognuno di noi ha ottenuto quello che voleva e non ci sono invidie o rivalità. Va su uno, vanno su tutti.

 

R.P.: Un ultima domanda, quasi obbligatoria visto il risultato e l’atmosfera della serata: c’è qualche possibilità di vedere in futuro un nuovo progetto targato Brokenspeakers?

L: I Brokenspeakers sono gli eroi che Roma merita ma non quelli di cui ha bisogno adesso (cit.).

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